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mercoledì 25 novembre 2020

Il Morbo di Parkinson, la Deep Brain Stimulation e lo sviluppo di strategie di intervento integrato nella gestione della malattia


Il giornale on line "State of mind" ha pubblicato un mio articolo di cui vi riporto di seguito l'indirizzo da cui poter accedere per la lettura. Puoi leggerlo cliccando qui


 

domenica 25 ottobre 2020

La mattina meglio bere un caffè dopo aver fatto colazione



Ogni individuo trascorre circa un terzo della sua vita a dormire. Il sonno é fondamentale per il corretto funzionamento della memoria, per la gestione delle emozioni, per la valutazione degli stati di allertamento ed in generale per poter ricaricare le energie spese durante la giornata trascorsa nonché per favorire il ripristino dell'omeostasi fisiologica. Per questo motivo, un giovane sano ha bisogno di circa 7-9 ore di sonno di buona qualità per poter svolgere con efficienza le proprie attività giornaliere.


Una notte turbolenta o agitata, quindi, rende difficile affrontare le attività del giorno successivo con la necessaria energia. Pensare di poter partire con la giusta carica bevendo una tazza di caffè potrebbe essere, tuttavia, una cattiva idea se non si ha tempo di fare una buona colazione.Tale abitudine, infatti, secondo i ricercatori dell'Università di Bath potrebbe avere un effetto negativo sul controllo della glicemia.

 

Gli esperti sono giunti a questa conclusione al termine di uno studio che ha coinvolto 29 persone nei quali è stato osservato che il caffè consumato prima della colazione ha notevolmente aumentato la risposta del glucosio nel sangue di circa il 50% rispetto a chi, invece, prima aveva mangiato altro.

Gli esiti di questa ricerca sono stati recentemente pubblicati sul British Journal of Nutrition e potrebbero essere d'aiuto nella definizione dei regimi alimentari delle persone che, ad esempio, hanno problemi di diabete.

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lunedì 12 ottobre 2020

Gli occhi sono la chiave del rapporto con i gatti.



La rivista Scientific Reports ha recentemente pubblicato uno studio condotto dai ricercatori delle università del Sussex e Portsmouth che ha dimostrato che socchiudere gli occhi e poi serrare le palpebre per un paio di secondi aiuta il processo empatico fra l'uomo e il gatto, agevolando le conseguenti interazioni. 

É possibile che la chiusura degli occhi sia interpretato dall'animale come un segnale di pace contrariamente a quanto avviene qualora un animale sia fissato da un avversario, occasione in cui emerge, invece, il  senso di aggressività quale risposta ad una situazione di pericolo.


I ricercatori sono giunti a queste conclusioni dopo aver analizzato il comportamento di oltre 40 gatti, aprendo nuove vie verso una migliore comprensione del comportamento degli animali e una più efficace valutazione del loro stato di benessere in situazioni particolari come nel caso di una vista dal veterinario. 

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domenica 11 ottobre 2020

La salute mentale fra pregiudizi e l'esigenza di nuovi interventi





Lo scorso fine settimana è stata celebrata la giornata mondiale della salute mentale. Questa ricorrenza ha fornito l'occasione per richiamare l'attenzione sull'incidenza che i disturbi mentali hanno sullo stato di salute della popolazione mondiale.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità quasi un miliardo di persone nel mondo convive con un disturbo mentale e ogni 40 secondi una persona si suicida



In Europa la situazione non è differente, una persona su sei (complessivamente circa 84 milioni di individui) soffre di disturbi psichiatrici e sono 84.000 gli individui che ogni anno muoiono per malattie mentali o suicidio. Secondo il Ministero della Salute in Italia circa 838.000 persone ricorrono a cure psichiatriche (il 53,8% sono donne e il 68,3% ha più di 45 anni). Gli uomini sembrano soffrire maggiormente di disturbi schizofrenici, di personalità, da abuso di sostanze e di ritardo mentale, mentre le donne presentano maggiormente disturbi affettivi, nevrotici e depressivi.



Tale situazione risente dei pregiudizi che circondano il mondo della salute mentale oltre che dei tabù che affliggono i pazienti e le loro famiglie. I pazienti affetti dai disturbi mentali vengono spesso lasciati soli, ghettizzati e abbandonati alle cure esclusive delle loro famiglie. Esiste, inoltre una profonda disuguaglianza sociale che non facilita l'accesso a servizi sanitari di qualità. Infatti, oltre il 75% delle persone con disturbi mentali o neurologici e con problemi di abuso di sostanze non ha accesso a cure nei Paesi a basso e medio reddito. 

Il COVID-19 ha reso lo scenario ancor più complesso. La paura, i lutti, l'incertezza per il futuro, l'isolamento sociale e la crisi economica sono stati causa di traumi, depressione e insoddisfazione della propria vita, limitando il benessere percepito a livello sociale.

Secondo l'OCSE il tema della salute mentale ha un forte impatto sulla economia in termini di perdita di produttività (circa il 4% del PIL europeo) e della spesa sanitaria e sociale (600 miliardi in tutta Europa).


In tale quadro,  è necessario superare i timori con cui si affronta il tema dei disturbi mentali. La salute, infatti, è una condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale. L'individuo, quindi, sta bene se le dimensioni fisiologiche/biologiche interagiscono efficacemente con quelle psicologiche e sociali, trovando un giusto bilanciamento. E', infine, maggiormente avvertita la necessità di rilanciare il ruolo dello psicologo nell'ambito dei servizi sanitari. Interventi che integrino competenze mediche, psicologiche e di assistenza sociale risultano maggiormente efficaci perché restituiscono al paziente un ruolo centrale e consentono di valutare il suo malessere tenendo nella giusta considerazione le criticità di natura organica e quelle di natura emotive o relazionali.

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domenica 13 settembre 2020

Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio






Lo scorso 10 settembre si è celebrata la giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. Ho cercato di sintetizzare le domande che mi sono posto, riproponendo a voi lettori alcune informazioni che ho ricercato e alcune considerazioni.  

Qual è la dimensione del fenomeno?
Secondo l'OMS nel mondo annualmente circa 800.000 persone muoiono per suicidio. Una persona ogni 40 secondi! Tale dato assume dimensioni ancora più rilevanti se si tiene conto che al fenomeno suicidario si associano circa 16 milioni di  tentativi di suicidio. Il suicidio è un fenomeno trasversale nella società ed è la seconda causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni a livello globale. Il numero dei  suicidi tende ad aumentare nelle regioni del mondo a basso e medio reddito.
Nel nostro Paese  sono, invece, circa 4000 le persone che ogni anno si suicidano.

 

 Quali sono i fattori di rischio?
Sono molte le cause che possono indurre un individuo a tentare il suicidio o a suicidarsi. Molti suicidi avvengono impulsivamente nei momenti di crisi o sono la conseguenza  di disturbi mentali come ad esempio la depressione e disturbi da uso di alcol e droga o causati da abusi e violenze
Questo quadro è reso ancor più complicato dall'emergenza pandemica legata al COVID19. La paura di ammalarsi, il difficile decorso della malattia e il dolore da essa causato, l'incertezza per il futuro, le esperienze di lutto, la solitudine e l'isolamento oltre che i problemi finanziari causati dalla crisi economica rappresentano un serio fattore di rischio che possono indurre un individuo a suicidarsi e/o tentare un suicidio.

Il suicidio ha un forte impatto sulla società?
I suicidi e i tentativi di suicidio hanno un forte impatto su famiglie, amici, colleghi, comunità e società. Coloro che sono stati colpiti da un lutto in seguito ad un suicidio (c.d. survivor) presentano più frequentemente senso di colpa, sensazioni di rifiuto e abbandono oltre che un turbolento quadro emotivo  che li rendono a loro volta vulnerabili al punto da tentare anch'essi il suicidio o di ricadere vittima di altri disturbi psichiatrici.


Il suicidio si può prevenire?
Il suicidio e i tentativi di suicidio possono essere prevenuti attraverso interventi finalizzati a individuare una situazione di sofferenza psicologica (persone in difficoltà economica, isolate, deluse/abbandonate sentimentalmente, ecc.) e a ridare speranza ai soggetti in un momento di crisi. All'emergere di un dubbio o in situazioni potenzialmente di rischio è sempre importante fare ricorso a professionisti in grado di fornire interventi specialistici e di programmare un follow-up a breve e lungo termine.
E' inoltre assolutamente importante riuscire a intervenire nelle scuole attraverso progetti che consentano agli studenti di acquisire le c.d. life skill ed in particolare il decision making, il problem solving, il pensiero creativo, la comunicazione efficace, l'empatia, adeguate capacità relazionali, l'autoconsapevolezza, la gestione delle emozioni e dello stress.
Può essere altresì utile sviluppare interventi a favore dei genitori e insegnanti finalizzati a far  loro acquisire capacità di Ascolto attivo e di messagg-io che, secondo la teoria di Gordon, consentono di rimuovere le barriere della comunicazione, evitando che l'interlocutore si senta non compreso, giudicato o, peggio ancora, sotto processo con il rischio che si perda in una pericolosa spirale di sensi di colpa.
E' infine utile sviluppare nei giovani la capacità di resilienza, insegnando loro a rimanere ancorati alla realtà e ad affrontare la vita quotidiana con gradualità, imparando progressivamente a gestirne le avversità ed a coglierne le opportunità. 

In conclusione
Il suicidio è un fenomeno molto complesso. Per questo motivo, l'OMS richiama la necessità di attuare un approccio "LIVE LIFE" (leadership, interventi, visione e valutazione), al fine di sviluppare efficaci strategie nazionali multisettoriali globali.
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domenica 6 settembre 2020

Tumori, il veleno delle api può offrire nuove opportunità di cura

 


La rivista Nature Precision Oncology ha recentemente pubblicato gli esiti di uno studio condotto dalla Harry Perkins Institute of Medical Research di Perth con il quale è stato verificato che l'utilizzo della melittina (principale componente del veleno delle api da miele) può contribuire efficacemente alla cura dei tumori al seno. 

Secondo i ricercatori, infatti, la melittina, combinata con i farmaci utilizzati nella chemioterapia, risulta capace di sopprimere alcune delle cellule dei tumori al seno più aggressivi perché riesce a penetrare nelle membrane delle cellule cancerose, aumentando l'efficacia della chemioterapia di ridurne la riproduzione.


Le indagini scientifiche sono state condotte su topi di laboratorio e richiedono ancora ulteriori approfondimenti per poter definire il grado di tossicità dei farmaci e le massime dosi tollerate prima di poter procedere alla sperimentazione umana.

Si tratta, tuttavia, di un ulteriore passo avanti nella ricerca di nuove soluzioni che consentiranno in futuro ai medici di poter curare più efficacemente questa tremenda malattia e ai pazienti di poter avere maggiori speranze di guarigione oltre che una migliore qualità della vita. 

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giovedì 13 agosto 2020

Alzheimer. Allo studio nuovi biomarcatori per la diagnosi precoce.



La malattia di Alzheimer determina una delle più comuni forme di demenza attraverso un processo di logoramento progressivo delle cellule e delle connessioni cerebrali, provocando un declino progressivo e globale delle funzioni cognitive oltre che il deterioramento della personalità e delle relazioni.
La qualità della vita dei malati dipende, dunque, dalla possibilità di poter diagnosticare precocemente questa malattia.


In questa direzione, i ricercatori del Centro "Dino Ferrari” dell’Università di Milano e dell’IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico delle medesima città sono riusciti a portare a termine uno studio, recentemente pubblicato sulla rivista Cells, durante il quale è stata verificata la possibilità di isolare nel sangue vescicole derivate dai neuroni che rappresentano   espressioni tipiche della malattia. 




Tali risultati, verificati anche attraverso esami molecolari di microRNA contenuti in queste vescicole, hanno un importante valore scientifico perché spianano la strada all'individuazione di nuovi biomarcatori per la diagnosi dell'Alzheimer oltre che di altre forme di demenza.

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domenica 9 agosto 2020

Il funzionamento della memoria è legato all'efficace "pulizia delle cellule"







La rivista Aging Cell ha recentemente pubblicato uno studio condotto  dall’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche e dall’Istituto Telethon di genetica e medicina con il quale i ricercatori italiani hanno illustrato uno dei meccanismi con cui la spermidina concorre funzionamento della memoria in soggetti di mezza età predisposti al declino cognitivo. 

E' ormai da tempo noto che, con l'incedere dell'età, i lisosomi (organuli presenti nel citoplasma con funzione digestiva dei componenti macromolecolari cellulari da eliminare) possono perdere la capacità di smaltimento degli aggregati proteici tossici per le cellule causando i tipici deficit  della memoria


In tale quadro, la spermidina (poliammina derivata dalla putrescina) svolge una funzione stabilizzatrice sulle membrane cellulari e sugli acidi nucleici ed ha la capacità di stimolare i geni responsabili della degradazione per autofagia, favorendo l'eliminazione dagli aggregati di alfa-sinucleina e di beta amiloide e il ripristino dei link sinaptici che consentono il corretto funzionamento della memoria.
Si tratta di una scoperta rilevante che in futuro potrebbe contribuire a migliorare le strategie in uso per combattere le malattie neurodegenerative  e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

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lunedì 13 luglio 2020

Una ricerca italiana spiega il funzionamento del senso di responsabilità.


immagine tratta dalla rivista Science

Uno studio condotto dai ricercatori del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Milano-Bicocca in collaborazione con l'Irccs Istituto Ortopedico Galeazzi ha consentito di illustrare il circuito nervoso che presiede il funzionamento del cosiddetto senso di responsabilità. Questa ricerca italiana è stata recentemente pubblicata dalla rivista Science Advances e secondo gli esperti potrebbe consentire di chiarire i meccanismi alla base di malattie come la schizofrenia e la sindrome di Tourette.


Lo studio dimostra che l'attività cerebrale del lobo frontale e di quello parietale sarebbe alla base del  senso di responsabilità. In particolare, il funzionamento delle aree frontalifinalizzate alla pianificazione delle azioni, è risultato controllabile dall'esterno attraverso la tecnica di stimolazione magnetica transcranica, inducendo i volontari (25 persone a cui era richiesto di accendere una lampada in corrispondenza di un segnale visivo  oppure di lasciare che fossero i ricercatori a decidere quando compiere tale azione  agendo sul loro dito) a credere di essere  responsabili di azioni non da loro commesse.
Si tratta di un importante passo avanti che potrebbe  indicare nuove strategie terapeutiche e che rilancia l'efficienza della  ricerca italiana in campo universitario.

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giovedì 30 aprile 2020

Ti è capitato di provare la "Zoom fatigue"? Ecco di cosa si tratta.



Una delle lezioni apprese durante questo periodo d'isolamento è che talune professioni possono essere svolte utilizzando modelli organizzativi  che non richiedono la presenza quotidiana sul luogo di lavoro. L'innovazione tecnologica quindi ha rivoluzionato il modo di concepire l'organizzazione del lavoro e in questo settore il nostro Paese ha compiuto in circa 50 giorni un passo in avanti molto ampio. Si pensi ad esempio alla possibilità di consentire ad un impiegato di poter assistere i figli, un genitore anziano o un parente disabile lavorando da casa.


Il progresso ha qualche controindicazione
ll progresso, tuttavia, non è scevro da controindicazioni. In un articolo del National Geographic è stato recentemente segnalato che l'uso di applicazioni per l'organizzazione di meeting e riunioni determinerebbe un affaticamento del cervello che, abituato abituato ad attribuire un significato alle parole anche in relazione agli elementi non verbali della comunicazione, è costretto a decodificare contemporaneamente così tante informazioni legate a ciascuna persona presente nella riunione online, che può succedere di non soffermarsi in modo significativo su nessuno, nemmeno su colui che parla. Questo fenomeno è stato definito "Zoom Fatigue" (nome mutuato da una delle App più in voga durante il  lockdown) e, a mio parere, potrebbe essere esteso anche al management aziendale, formato ad utilizzare il contagio emotivo nel motivare i propri dipendenti nel corso di una riunione tradizionale.


La "Zoom fatigue" è un segnale che sprona al cambiamento

La domanda da porsi è se ad essere problematica sia la tecnologia o la nostra naturale difficoltà a cambiare un'abitudine o a migliorare un'attitudine. La "Zoom fatigue" è la naturale conseguenza di uno sforzo posto in essere da un cervello non abituato a confrontarsi con queste modalità di lavoro o comunicazione. Probabilmente, un giovane della Generazione Z avrebbe minori difficoltà avendo sviluppato nel corso della propria adolescenza e formazione scolastica una maggiore propensione all'utilizzo di questi strumenti tecnologici.

Un nuovo campo di lavoro per psicologi del lavoro e esperti di comunicazione

La "Zoom fatigue" è a mio parere un problema che può essere governato con la formazione e con un migliore utilizzo della tecnologia. Si tratta di esplorare nuovi scenari di ricerca e sviluppo attraverso la professionalità degli psicologi del lavoro, dei cyber psicologi  oltre che degli esperti informatici e della comunicazione. Occorre accogliere di buon grado l'esperienza della "Zoom fatigue" e preparasi al cambiamento, mantenendo il passo con l'innovazione. 

martedì 28 aprile 2020

COVID 2019: FASE 2. Cosa cambierà a partire dal 4 maggio 2020?




La recente emanazione del DPCM del 26 aprile 2020 comporterà un "alleggerimento" delle misure adottate nelle ultime settimane per contrastare la diffusione del COVID - 19. In particolare, pur essendo necessaria la massima prudenza per prevenire i contagi (in Germania è stato subito rilevato un incremento delle positività dopo la ripresa delle attività), le nuove misure di contenimento (in vigore dal 4 maggio e per le successive due settimane) riguarderanno i seguenti settori:

SPOSTAMENTI, sarà possibile muoversi: 
  • in ambito regione, oltre che per motivi di lavoro, di salute, necessità, anche per far visita ai congiunti
  • fuori regione solo per motivi di lavoro, di salute e di urgenza. 
  • per rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Prima di spostarsi è comunque opportuno contattare il numero verde regionale dedicato all’emergenza COVID-19 per la specifica Regione per le informazioni del caso;

SALUTE: in caso di rialzo febbrile superiore superiore  ai 37.5 gradi e di sintomatologie di natura respiratoria il soggetto avrà l’obbligo di restare a casa e avvertire il proprio medico;


PARCHI PUBBLICI: si potrà accedere, a meno di specifiche ordinanze dei sindaci, ai parchi, ai giardini e alle ville pubbliche rispettando la distanza interpersonale di almeno 1 metro.  Le aree gioco per bambini resteranno chiuse;

SPORT:
  • saranno consentite le sessioni di allenamento a porte chiuse per gli atleti di sport individuali (per gli sport di squadra l'orientamento si dovrà attendere il 18 maggio 2020);
  • sarà consentito svolgere individualmente, o con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività;

RELIGIONE: saranno consentiti i soli funerali, cui potranno partecipare i parenti di primo e secondo grado per un massimo 15 persone;

SCUOLA: le lezioni riprenderanno da settembre. Il governo sta lavorando per definire le modalità per far svolgere in presenza e con la massima sicurezza gli esami di Stato.


LAVORO, saranno riprese le:
  • attività manifatturiere, di costruzioni, di intermediazione immobiliare e il commercio all’ingrosso. Per queste categorie, già a partire dal 27 aprile, sarà possibile procedere con tutte quelle operazioni propedeutiche alla riapertura (sanificazione  e sicurezza dei lavoratori). 
  • attività di ristorazione alle quali sarà ora consentita la riapertura ai clienti per il ritiro del pasto da asporto, fermo restando il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi. La data di riapertura dei ristoranti potrebbe essere il primo giugno, attuando un protocollo che prevede: un metro di distanza tra i tavoli, porte di ingresso e uscita differenziate, pagamenti preferibilmente digitali al tavolo, pulizia e sanificazione.
  • attività di commercio al dettaglio dal 18 maggio. La riapertura di parrucchieri ed estetisti è, invece, prevista dal 1°giugno 2020.
  • visite ai musei dal 18 maggio 2020.
TRASPORTI: sarà prevista una rimodulazione del servizio pubblico ed il  potenziamento dei servizi nelle ore di punta. Sono per ora previsti termoscanner in tutte le stazioni e gli aeroporti, obbligo su tutti i mezzi di trasporto del distanziamento dei passeggeri, mascherine, biglietti sempre più elettronici, contingentamento degli accessi nelle stazioni e negli scali.

Alcune varianti potrebbero essere previste dalle Regioni.

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lunedì 27 aprile 2020

COVID-19: cosa danneggia nell'organismo, dove è stato rilevato, ma attenzione alle fake news.


Cosa  danneggia e come si propaga nell'organismo il virus SARS-Cov-2?

I ricercatori dell'Ospedale "Spallanzani" di Roma hanno condotto una ricerca che, pubblicata sulla rivista Annals of Internal Medicine, dimostra che il virus Sars-Cov-2 è attivo anche nelle secrezioni oculari dei pazienti positivi. Inoltre, la rivista Science ha posto in evidenza che il virus è in grado di aggredire anche il cuore ed i vasi sanguigni (causando coagulazione e aritmie),  l'intestino, il fegato, i reni e il cervello. Secondo l'autorevole rivista sono state segnalate, inoltre, anche ischemie nelle dita e nei piedi, dolori e necrosi dei tessuti
Tali dati sono stati in parte confermati dai lavori condotti da un gruppo di ricerca guidato dal Boston Children's Hospital e dal Massachusetts Institute of Technology. I ricercatori hanno dimostrato che le cellule di naso, polmoni e intestino sono accomunate dall'espressione del recettore Ace-2 e dall'enzima Tmprss2 che facilitano la propagazione del virus anche quando l'organismo tenta di sviluppare una risposta immunitaria.


Dove è stato rilevato il virus SARS-Cov-2?

Una ricerca condotta dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) con le università di Trieste, Bari, Bologna e l'Ateneo di Napoli ha dimostrato che  la presenza di RNA virale del SARS-Cov-2 è rilevabile nel particolato atmosferico. Sebbene non sia certo se si tratti di un'ulteriore via di contagio, secondo gli esperti questa scoperta può facilitare la rilevazione e il monitoraggio del virus e l'eventuale, al fine di consentire una rapida adozione delle misure di prevenzione.


Attenzione alle fake news

Infine l'istituto Superiore di Sanità, nel passare in rassegna alcune fake news che sono circolate nel corso dell'emergenza causata dal COVID-19 evidenzia che non è vero che l'alcol protegga dal virus. E' vero invece che l'abuso di questa sostanza, oltre a limitare gravemente la funzionalità del nostro organismo,  crea dipendenzaaumenta il rischio di infezioni virali, inclusa quella da Sars-Cov-2, perché causa una riduzione  delle cellule immunitarie. La circolazione di notizie false sull'uso dell'alcol preoccupa molto la comunità scientifica. Tale problematica è stata oggetto anche di un articolo pubblicato sul  The Lancet Public Health in cui si evidenza che la quarantena potrebbe facilitare l'assunzione di stili di vita e abitudini non sane con ricadute sul generale stato della salute pubblica.

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venerdì 24 aprile 2020

Tumori: individuato un enzima capace di bloccarne la crescita.



Un gruppo di lavoro guidato dall'Università del Michigan ha condotto uno studio che ha permesso di identificare le capacità dell'enzima PP2A di sopprimere vari forme di tumore oltre ad essere coinvolto anche in alcune malattie cardiovascolari e nell' Alzheimer.


Gli esiti del lavoro condotto dai ricercatori americani sono stati pubblicati sulla rivista Cell e, secondo gli esperti, aprono la strada a nuovi fronti di ricerca farmacologica per  individuare sostanze di possibile uso clinico che consentano in futuro di accrescere le possibilità di cura dei malati oncologici e dei soggetti affetti da patologie cardiache e neurodegenerative
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domenica 19 aprile 2020

COVID-19. Quali sono le mutazioni diffuse nel mondo?



La rivista dell'Accademia americana delle scienze (Pnas) ha pubblicato uno studio coordinato dall'Università di Cambridge in cui sono state descritte le mutazioni che il COVID-19 ha subito dal mese di dicembre 2019 ad oggi. Lo studio ha rilevato che la variante A del virus, quella iniziale nata in Cina, si è diffusa anche in America e Australia; la variante B  si è diffusa nell'Asia orientale e che la variante C, originata dalla variante B,  si è diffusa in Europa, Singapore, Hong Kong e Corea del Sud.



Le indagini sono state condotte con l'ausilio di un algoritmo matematico che ha permesso di  tracciare in modo ordinato le origini del  Covid19 dalle sue origini ad oggi. I risultati, ancora provvisori, fanno propendere per l'ipotesi che la prima infezione umana si sia verificata tra la metà di settembre e l'inizio di dicembre 2019 e sembra confermare l'idea che il virus che si è diffuso in Italia sia stato importato da Singapore e la Germania.

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Disponibile anche nelle seguenti edizioni in lingua inglese, spagnola e portoghese


sabato 18 aprile 2020

Neuroni con armatura. Allo studio nuove strategie per curare autismo, epilessia e sclerosi multipla



Gli Scienziati della Stanford University hanno sviluppato una tecnica che consente di modificare la funzionalità delle cellule attraverso l'utilizzo di polimeri bio compatibili. Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista Science e illustra come sia possibile riprogrammare i neuroni mettendoli in condizione di utilizzare il materiale fornito dai ricercatori per costruire una sorta di armatura con proprietà isolanti oppure conduttive, a seconda della tipologia di sostanze impiegate.


Si tratta di un risultato scientifico molto importante che, secondo gli esperti, potrebbe fornire nuovi trattamenti per la cura di malattie complesse come l'autismo, l'epilessia e la sclerosi multipla che, a carattere generale, sono causate da una riduzione della capacità dei neuroni di trasmettere impulsi elettrici.

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mercoledì 15 aprile 2020

Un ormone difende l'intestino da infiammazioni e tumori



La ricerca scientifica italiana continua a produrre risultati di rilievo ad ampio spettro anche nell'epoca del COVID 19. In particolare i ricercatori dell'Università di Bari hanno portato a termine uno studio che, pubblicato sulla rivista scientifica EbioMedicine e sostenuto dalla Fondazione Airc, ha dimostrato che l'ormone Fgf19 (acronimo di Fibroblast Growth Factor 19, sostanza prodotta dalla parte terminale dell’ileo, che ha molteplici azioni sul metabolismo glicidico, lipidico e delle proteine) ha un ruolo determinante nella difesa dell'organismo dall'infiammazione intestinale e potrebbe ridurre il rischio di sviluppare un tumore del colon-retto. 
Secondo gli esperti l'Fgf19, riducendo la produzione epatica di acidi biliari, attiva dei processi che concorrono alla prevenzione dell'infiammazione intestinale (sembra che le persone colpite da malattia di Crohn abbiano livelli di Fgf19 più bassi del normale).

 

Questo studio apre nuove frontiere per l'individuazione di nuovi trattamenti che consentano di combattere le infiammazioni intestinali e prevenire i tumori del colon-retto.

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