La malattia di Alzheimer determina una delle più comuni forme di demenza attraverso un processo di logoramento progressivo delle cellule e delle connessioni cerebrali, provocando un declino progressivo e globale delle funzioni cognitive oltre che il deterioramento della personalità e delle relazioni.
La qualità della vita dei malati dipende, dunque, dalla possibilità di poter diagnosticare precocemente questa malattia.
In questa direzione, i ricercatori del Centro "Dino Ferrari” dell’Università di Milano e dell’IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico delle medesima città sono riusciti a portare a termine uno studio, recentemente pubblicato sulla rivista Cells, durante il quale è stata verificata la possibilità di isolare nel sangue vescicole derivate dai neuroni che rappresentano espressioni tipiche della malattia.
Tali risultati, verificati anche attraverso esami molecolari di microRNA contenuti in queste vescicole, hanno un importante valore scientifico perché spianano la strada all'individuazione di nuovi biomarcatori per la diagnosi dell'Alzheimer oltre che di altre forme di demenza.
Può interessarti leggere anche:

Nessun commento:
Posta un commento