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domenica 9 agosto 2020

Il funzionamento della memoria è legato all'efficace "pulizia delle cellule"







La rivista Aging Cell ha recentemente pubblicato uno studio condotto  dall’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche e dall’Istituto Telethon di genetica e medicina con il quale i ricercatori italiani hanno illustrato uno dei meccanismi con cui la spermidina concorre funzionamento della memoria in soggetti di mezza età predisposti al declino cognitivo. 

E' ormai da tempo noto che, con l'incedere dell'età, i lisosomi (organuli presenti nel citoplasma con funzione digestiva dei componenti macromolecolari cellulari da eliminare) possono perdere la capacità di smaltimento degli aggregati proteici tossici per le cellule causando i tipici deficit  della memoria


In tale quadro, la spermidina (poliammina derivata dalla putrescina) svolge una funzione stabilizzatrice sulle membrane cellulari e sugli acidi nucleici ed ha la capacità di stimolare i geni responsabili della degradazione per autofagia, favorendo l'eliminazione dagli aggregati di alfa-sinucleina e di beta amiloide e il ripristino dei link sinaptici che consentono il corretto funzionamento della memoria.
Si tratta di una scoperta rilevante che in futuro potrebbe contribuire a migliorare le strategie in uso per combattere le malattie neurodegenerative  e migliorare la qualità della vita dei pazienti.

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