Tutti i sensi concorrono alla definizione della traccia mnestica di un evento e possono facilitarne la rievocazione. Quindi è normale che un particolare profumo possa riportarci far emergere il ricordo di un evento o di immagini del passato. Lo stesso Marcel Proust diceva che “l'odore e il sapore delle cose rimangono a lungo depositate, pronte a riemergere” in qualsiasi momento.
Sono molti gli gli studi sull'argomento. Fra i tanti segnalo che:
- nel 2004 un team di ricercatori dell'University College di Londra, in uno studio pubblicato sulla rivista Neuron, dimostrarono che il ricordo di un evento viene diviso nelle diverse regioni sensoriali del cervello, quali l'ippocampo e la corteccia olfattiva;
- nel 2018 due ricerche pubblicate su ScienceDaily e su Nature Communications dimostrarono che nella malattia di Alzheimer, i deficit di memoria olfattiva comportano delle difficoltà nel ricordare il quando e il dove sono stati percepiti gli odori e che tale deficit può anticipare il declino cognitivo tipico del morbo;
- i ricercatori dell'Università di Boston hanno ora confermato che i segnali olfattivi giocano un ruolo importante nella memoria e, nell'ambito di una ricerca pubblicata sulla rivista Learning and Memory hanno avanzato l'ipotesi che gli odori potrebbero essere utilizzati come uno strumento per trattare traumi psicologici o disturbi dell'umore legati a cattivi ricordi, facilitandone l'elaborazione o la rimozione.
L' olfatto ha dunque un forte impatto sulla nostra qualità della vita. Conoscerne l'ampio quadro di funzionamento potrebbe contribuire in modo determinante a definire strategie che consentano di offrire maggiore supporto ai pazienti.
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