giovedì 30 aprile 2020

Ti è capitato di provare la "Zoom fatigue"? Ecco di cosa si tratta.



Una delle lezioni apprese durante questo periodo d'isolamento è che talune professioni possono essere svolte utilizzando modelli organizzativi  che non richiedono la presenza quotidiana sul luogo di lavoro. L'innovazione tecnologica quindi ha rivoluzionato il modo di concepire l'organizzazione del lavoro e in questo settore il nostro Paese ha compiuto in circa 50 giorni un passo in avanti molto ampio. Si pensi ad esempio alla possibilità di consentire ad un impiegato di poter assistere i figli, un genitore anziano o un parente disabile lavorando da casa.


Il progresso ha qualche controindicazione
ll progresso, tuttavia, non è scevro da controindicazioni. In un articolo del National Geographic è stato recentemente segnalato che l'uso di applicazioni per l'organizzazione di meeting e riunioni determinerebbe un affaticamento del cervello che, abituato abituato ad attribuire un significato alle parole anche in relazione agli elementi non verbali della comunicazione, è costretto a decodificare contemporaneamente così tante informazioni legate a ciascuna persona presente nella riunione online, che può succedere di non soffermarsi in modo significativo su nessuno, nemmeno su colui che parla. Questo fenomeno è stato definito "Zoom Fatigue" (nome mutuato da una delle App più in voga durante il  lockdown) e, a mio parere, potrebbe essere esteso anche al management aziendale, formato ad utilizzare il contagio emotivo nel motivare i propri dipendenti nel corso di una riunione tradizionale.


La "Zoom fatigue" è un segnale che sprona al cambiamento

La domanda da porsi è se ad essere problematica sia la tecnologia o la nostra naturale difficoltà a cambiare un'abitudine o a migliorare un'attitudine. La "Zoom fatigue" è la naturale conseguenza di uno sforzo posto in essere da un cervello non abituato a confrontarsi con queste modalità di lavoro o comunicazione. Probabilmente, un giovane della Generazione Z avrebbe minori difficoltà avendo sviluppato nel corso della propria adolescenza e formazione scolastica una maggiore propensione all'utilizzo di questi strumenti tecnologici.

Un nuovo campo di lavoro per psicologi del lavoro e esperti di comunicazione

La "Zoom fatigue" è a mio parere un problema che può essere governato con la formazione e con un migliore utilizzo della tecnologia. Si tratta di esplorare nuovi scenari di ricerca e sviluppo attraverso la professionalità degli psicologi del lavoro, dei cyber psicologi  oltre che degli esperti informatici e della comunicazione. Occorre accogliere di buon grado l'esperienza della "Zoom fatigue" e preparasi al cambiamento, mantenendo il passo con l'innovazione. 

martedì 28 aprile 2020

COVID 2019: FASE 2. Cosa cambierà a partire dal 4 maggio 2020?




La recente emanazione del DPCM del 26 aprile 2020 comporterà un "alleggerimento" delle misure adottate nelle ultime settimane per contrastare la diffusione del COVID - 19. In particolare, pur essendo necessaria la massima prudenza per prevenire i contagi (in Germania è stato subito rilevato un incremento delle positività dopo la ripresa delle attività), le nuove misure di contenimento (in vigore dal 4 maggio e per le successive due settimane) riguarderanno i seguenti settori:

SPOSTAMENTI, sarà possibile muoversi: 
  • in ambito regione, oltre che per motivi di lavoro, di salute, necessità, anche per far visita ai congiunti
  • fuori regione solo per motivi di lavoro, di salute e di urgenza. 
  • per rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Prima di spostarsi è comunque opportuno contattare il numero verde regionale dedicato all’emergenza COVID-19 per la specifica Regione per le informazioni del caso;

SALUTE: in caso di rialzo febbrile superiore superiore  ai 37.5 gradi e di sintomatologie di natura respiratoria il soggetto avrà l’obbligo di restare a casa e avvertire il proprio medico;


PARCHI PUBBLICI: si potrà accedere, a meno di specifiche ordinanze dei sindaci, ai parchi, ai giardini e alle ville pubbliche rispettando la distanza interpersonale di almeno 1 metro.  Le aree gioco per bambini resteranno chiuse;

SPORT:
  • saranno consentite le sessioni di allenamento a porte chiuse per gli atleti di sport individuali (per gli sport di squadra l'orientamento si dovrà attendere il 18 maggio 2020);
  • sarà consentito svolgere individualmente, o con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti, attività sportiva o attività motoria, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività;

RELIGIONE: saranno consentiti i soli funerali, cui potranno partecipare i parenti di primo e secondo grado per un massimo 15 persone;

SCUOLA: le lezioni riprenderanno da settembre. Il governo sta lavorando per definire le modalità per far svolgere in presenza e con la massima sicurezza gli esami di Stato.


LAVORO, saranno riprese le:
  • attività manifatturiere, di costruzioni, di intermediazione immobiliare e il commercio all’ingrosso. Per queste categorie, già a partire dal 27 aprile, sarà possibile procedere con tutte quelle operazioni propedeutiche alla riapertura (sanificazione  e sicurezza dei lavoratori). 
  • attività di ristorazione alle quali sarà ora consentita la riapertura ai clienti per il ritiro del pasto da asporto, fermo restando il divieto di consumare i prodotti all’interno dei locali e il divieto di sostare nelle immediate vicinanze degli stessi. La data di riapertura dei ristoranti potrebbe essere il primo giugno, attuando un protocollo che prevede: un metro di distanza tra i tavoli, porte di ingresso e uscita differenziate, pagamenti preferibilmente digitali al tavolo, pulizia e sanificazione.
  • attività di commercio al dettaglio dal 18 maggio. La riapertura di parrucchieri ed estetisti è, invece, prevista dal 1°giugno 2020.
  • visite ai musei dal 18 maggio 2020.
TRASPORTI: sarà prevista una rimodulazione del servizio pubblico ed il  potenziamento dei servizi nelle ore di punta. Sono per ora previsti termoscanner in tutte le stazioni e gli aeroporti, obbligo su tutti i mezzi di trasporto del distanziamento dei passeggeri, mascherine, biglietti sempre più elettronici, contingentamento degli accessi nelle stazioni e negli scali.

Alcune varianti potrebbero essere previste dalle Regioni.

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lunedì 27 aprile 2020

COVID-19: cosa danneggia nell'organismo, dove è stato rilevato, ma attenzione alle fake news.


Cosa  danneggia e come si propaga nell'organismo il virus SARS-Cov-2?

I ricercatori dell'Ospedale "Spallanzani" di Roma hanno condotto una ricerca che, pubblicata sulla rivista Annals of Internal Medicine, dimostra che il virus Sars-Cov-2 è attivo anche nelle secrezioni oculari dei pazienti positivi. Inoltre, la rivista Science ha posto in evidenza che il virus è in grado di aggredire anche il cuore ed i vasi sanguigni (causando coagulazione e aritmie),  l'intestino, il fegato, i reni e il cervello. Secondo l'autorevole rivista sono state segnalate, inoltre, anche ischemie nelle dita e nei piedi, dolori e necrosi dei tessuti
Tali dati sono stati in parte confermati dai lavori condotti da un gruppo di ricerca guidato dal Boston Children's Hospital e dal Massachusetts Institute of Technology. I ricercatori hanno dimostrato che le cellule di naso, polmoni e intestino sono accomunate dall'espressione del recettore Ace-2 e dall'enzima Tmprss2 che facilitano la propagazione del virus anche quando l'organismo tenta di sviluppare una risposta immunitaria.


Dove è stato rilevato il virus SARS-Cov-2?

Una ricerca condotta dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima) con le università di Trieste, Bari, Bologna e l'Ateneo di Napoli ha dimostrato che  la presenza di RNA virale del SARS-Cov-2 è rilevabile nel particolato atmosferico. Sebbene non sia certo se si tratti di un'ulteriore via di contagio, secondo gli esperti questa scoperta può facilitare la rilevazione e il monitoraggio del virus e l'eventuale, al fine di consentire una rapida adozione delle misure di prevenzione.


Attenzione alle fake news

Infine l'istituto Superiore di Sanità, nel passare in rassegna alcune fake news che sono circolate nel corso dell'emergenza causata dal COVID-19 evidenzia che non è vero che l'alcol protegga dal virus. E' vero invece che l'abuso di questa sostanza, oltre a limitare gravemente la funzionalità del nostro organismo,  crea dipendenzaaumenta il rischio di infezioni virali, inclusa quella da Sars-Cov-2, perché causa una riduzione  delle cellule immunitarie. La circolazione di notizie false sull'uso dell'alcol preoccupa molto la comunità scientifica. Tale problematica è stata oggetto anche di un articolo pubblicato sul  The Lancet Public Health in cui si evidenza che la quarantena potrebbe facilitare l'assunzione di stili di vita e abitudini non sane con ricadute sul generale stato della salute pubblica.

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venerdì 24 aprile 2020

Tumori: individuato un enzima capace di bloccarne la crescita.



Un gruppo di lavoro guidato dall'Università del Michigan ha condotto uno studio che ha permesso di identificare le capacità dell'enzima PP2A di sopprimere vari forme di tumore oltre ad essere coinvolto anche in alcune malattie cardiovascolari e nell' Alzheimer.


Gli esiti del lavoro condotto dai ricercatori americani sono stati pubblicati sulla rivista Cell e, secondo gli esperti, aprono la strada a nuovi fronti di ricerca farmacologica per  individuare sostanze di possibile uso clinico che consentano in futuro di accrescere le possibilità di cura dei malati oncologici e dei soggetti affetti da patologie cardiache e neurodegenerative
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domenica 19 aprile 2020

COVID-19. Quali sono le mutazioni diffuse nel mondo?



La rivista dell'Accademia americana delle scienze (Pnas) ha pubblicato uno studio coordinato dall'Università di Cambridge in cui sono state descritte le mutazioni che il COVID-19 ha subito dal mese di dicembre 2019 ad oggi. Lo studio ha rilevato che la variante A del virus, quella iniziale nata in Cina, si è diffusa anche in America e Australia; la variante B  si è diffusa nell'Asia orientale e che la variante C, originata dalla variante B,  si è diffusa in Europa, Singapore, Hong Kong e Corea del Sud.



Le indagini sono state condotte con l'ausilio di un algoritmo matematico che ha permesso di  tracciare in modo ordinato le origini del  Covid19 dalle sue origini ad oggi. I risultati, ancora provvisori, fanno propendere per l'ipotesi che la prima infezione umana si sia verificata tra la metà di settembre e l'inizio di dicembre 2019 e sembra confermare l'idea che il virus che si è diffuso in Italia sia stato importato da Singapore e la Germania.

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Disponibile anche nelle seguenti edizioni in lingua inglese, spagnola e portoghese


sabato 18 aprile 2020

Neuroni con armatura. Allo studio nuove strategie per curare autismo, epilessia e sclerosi multipla



Gli Scienziati della Stanford University hanno sviluppato una tecnica che consente di modificare la funzionalità delle cellule attraverso l'utilizzo di polimeri bio compatibili. Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista Science e illustra come sia possibile riprogrammare i neuroni mettendoli in condizione di utilizzare il materiale fornito dai ricercatori per costruire una sorta di armatura con proprietà isolanti oppure conduttive, a seconda della tipologia di sostanze impiegate.


Si tratta di un risultato scientifico molto importante che, secondo gli esperti, potrebbe fornire nuovi trattamenti per la cura di malattie complesse come l'autismo, l'epilessia e la sclerosi multipla che, a carattere generale, sono causate da una riduzione della capacità dei neuroni di trasmettere impulsi elettrici.

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mercoledì 15 aprile 2020

Un ormone difende l'intestino da infiammazioni e tumori



La ricerca scientifica italiana continua a produrre risultati di rilievo ad ampio spettro anche nell'epoca del COVID 19. In particolare i ricercatori dell'Università di Bari hanno portato a termine uno studio che, pubblicato sulla rivista scientifica EbioMedicine e sostenuto dalla Fondazione Airc, ha dimostrato che l'ormone Fgf19 (acronimo di Fibroblast Growth Factor 19, sostanza prodotta dalla parte terminale dell’ileo, che ha molteplici azioni sul metabolismo glicidico, lipidico e delle proteine) ha un ruolo determinante nella difesa dell'organismo dall'infiammazione intestinale e potrebbe ridurre il rischio di sviluppare un tumore del colon-retto. 
Secondo gli esperti l'Fgf19, riducendo la produzione epatica di acidi biliari, attiva dei processi che concorrono alla prevenzione dell'infiammazione intestinale (sembra che le persone colpite da malattia di Crohn abbiano livelli di Fgf19 più bassi del normale).

 

Questo studio apre nuove frontiere per l'individuazione di nuovi trattamenti che consentano di combattere le infiammazioni intestinali e prevenire i tumori del colon-retto.

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domenica 12 aprile 2020

COVID-19. Scoperto il processo di moltiplicazione



I ricercatori dell'Università Tsinghua di Pechino hanno pubblicato sulla rivista Science uno studio che descrive il processo molecolare che consente al COVID-19 di moltiplicarsi nell'organismo. Si tratta dell'enzima polimerasi nsp12 che è il bersaglio del farmaco antivirale antivirale remdesivir, noto per la sua efficacia contro l'Ebola.


Gli esperti ritengono che questa scoperta permetterà di verificare se il remdesivir può essere effettivamente capace di limitare la diffusione del virus SarsCoV2 e di individuare ulteriori farmaci per debellare il Covid-19 e arginare la pandemia da esso causata.


Come memorizziamo una esperienza?


Apprendere attraverso l'esperienza determina un processo psichico che consente una modificazione durevole del comportamento. Questa capacità dell'individuo ha permesso al genere umano di assumere abitudini e comportamenti che nel corso dell'evoluzione ne hanno consentito la sopravvivenza . 
L'esperienza consente ad esempio di abbattere i tempi di reazione e rende più efficace il decision making perché il nostro cervello conserva una traccia degli eventi vissuti, sebbene tuttora non se ne conosca pienamente i processi di codifica neuronale.


In un recente studio, pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience, i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology hanno identificato popolazioni di cellule che codificano singoli segmenti di una esperienza che viene memorizzata nell'ippocampo. Queste cellule si riattivano ogni volta che si verifica un simile evento, aiutandoci ad affrontare la nuova circostanza a prescindere dalle condizioni che la caratterizzano. 
I ricercatori sono giunti a queste conclusioni osservando il comportamento di alcuni topi, ricompensati dopo aver completato un percorso in alcuni  labirinti. Durante la ricerca è stato rilevato che, a prescindere dalla forma del labirinto, risultavano attivati differenti neuroni interessati alla codifica di singoli eventi, contribuendo ad arricchire il bagaglio esperenziale dell'animale.
La stessa cosa potrebbe accadere nel cervello umano ove specifici neuroni si accendono per esempio quando andiamo in bicicletta indipendentemente dall'itinerario che si sta percorrendo e dalla bicicletta che si sta utilizzando.


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domenica 5 aprile 2020

COVID-19. Un ricercatore italiano ipotizza una nuova via d'accesso del virus




Un ricercatore italiano dell'Università di Miami ha individuato un'ulteriore possibile via d'accesso utilizzata dal COVID-19 per entrare nelle cellule dell'organismo. Si tratta del recettore Dpp4 che è noto per essere presente sulla superficie di tutte le cellule, fra cui quelle dei bronchi e del cuore, oltre che per avere attinenze con il sistema immunitario e con quello infiammatorio, entrambi coinvolti nel decorso della malattia causata dal virus.


L'autore della ricerca pubblicata sulla rivista Diabetes Research and Clinical Practice è il Dott. Gianluca Iacobellis secondo il quale, oltre al ricettore Ace2, anche il meccanismo che fa capo al recettore Dpp4  potrebbe utilizzato per individuare nuovi protocolli terapeutici per curare coloro che hanno contratto il COVID-19 in una forma non grave.



Anche in questo caso, secondo gli esperti occorrono tuttavia ulteriori approfondimenti e conferme di laboratorio.

Nel frattempo è importante continuare a rispettare le disposizioni delle Autorità sanitarie , restando a casa.

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giovedì 2 aprile 2020

Nuova ipotesi sull'origine del COVID-19



Scoprire l'origine del COVID-19 è estremamente importante per cercare di contrastarne la diffusione. Al riguardo, uno studio pubblicato su sulla rivista Nature Medicine ha avanzato l'ipotesi che il virus abbia circolato da uomo a uomo prima di sviluppare le caratteristiche genetiche che ne hanno permesso una diffusione così ampia in tutto il mondo.

Allo stato attuale delle ricerche, gli esperti ritengono improbabile che il virus sia stato manipolato intenzionalmente. Tuttavia sono ritenute necessarie ulteriori verifiche di laboratorio per definire quale siano i meccanismi attraverso i quali ha avuto origine il COVID-19.  Indipendentemente da ciò gli scienziati  continuano a considerare della massima importanza la sorveglianza della polmonite nell'uomo e in altri animali.

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Sono disponibili anche le seguenti edizioni in lingua straniera:

COVID-19. Combatterne la propagazione per poter avviare la ripresa della normalità.

Il Centro per i modelli delle malattie infettive dell'Imperial College di Londra, utilizzando un modello matematico, ha stimato che i cittadini europei contagiati dal COVID-19 potrebbero essere tra i 7 ed i 43 milioni. Peraltro, sembra essere ormai ampiamente confermato che questo virus può essere trasmesso anche da coloro che hanno sintomi lievi perché riesce a moltiplicarsi con facilità anche nelle alte vie respiratorie. Infatti, alcune recenti ricerche italiane hanno verificato che il COVID-19 utilizza anche il recettore dell'acido sialico (presente nei tessuti delle alte vie respiratorieper entrare nelle cellule umane mentre la sua diffusione nell'organismo avviene sfruttando alcune proteine implicate anche nella replicazione  dell'HIV.



In un simile quadro di situazione, é opportuno non abbassare la guardia. L'emergenza non è stata ancora superata e un atteggiamento imprudente potrebbe causare l'innesco di nuovi focolai di infezione. Si pensa, infatti, che sia necessario acquisire 
il numero reale delle positività e delle persone che hanno sviluppato gli anticorpi al COVID-19 prima di decidere se attuare per ciascuna Regione un piano di rientri progressivo e differenziato per tipologia di attività, cercando di evitare che la curva del numero dei contagi possa nuovamente risalire. 
Infine, sono stati avviati in Italia i test preclinici su 5 vaccini ottenuti a partire dai frammenti del materiale genetico del virus. I risultati della sperimentazione saranno successivamente analizzati dalla Takis e dall'Istituto Spallanzani per definire il farmaco migliore da ammettere ai test clinici.

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