venerdì 29 novembre 2019

La pensione fa male? Io credo di no e vi spiego il perché.




E' emerso nell'ambito del 64° Congresso nazionale della Società italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) in corso a Roma che andare in pensione fa male
Sembra, infatti, che la possibilità di ammalarsi di patologie cardiovascolari o psichiatriche (ad esempio la depressione) aumenti di circa il 2,5% nei primi due anni dal congedo lavorativo.
Secondo i Geriatri, dunque, Lavorare stanca, ma salvaguarda il corpo e la mente mentre la pensione crea fragilità a seguito dall'emergere della sensazione di inutilità e di decadimento fisico e cognitivo.

Personalmente credo che la pensione non faccia male qualora rappresenti un traguardo e al contempo la linea di partenza di nuovi percorsi da poter intraprendere ed esplorare.
Ad essere realmente pericoloso é uno stile di vita incentrato sul lavoro. 



Identificarsi con la propria attività professionale fa dimenticare, infatti, la bellezza di vivere i propri affetti, di coltivare interessi, di praticare sport e di cercare di mantenere una buona qualità di relazioni sociali. 

Gli ingredienti di una buona vita restano dunque la creatività,  la curiosita', il dinamismo, ma soprattutto il sorriso e la consapevolezza che il lavoro, pur rappresentando una parentesi importante nella vita di una persona, non deve trasformarsi in una cella in cui scontare l'ergastolo e non tener più conto dell'incedere del tempo.

 

Concludo richiamando il titolo di un libro scritto con l'amico e collega Salvatore Iovinella : la vita incomincia domani ed aggiungo ogni volta che siamo pronti a riprendere il nostro viaggio con entusiasmo.
Buona vita a tutti!

Vi consiglio di leggere anche:

mercoledì 27 novembre 2019

Guerra aperta alle malattie neurodegenerative.


    La ricerca scientifica ha dichiarato guerra ad alcune malattie neurodegenerative e sembra che questa volta ci siano le condizioni per poterle sconfiggere o quanto meno per ritardarne l'invalidante progressione, migliorando la qualità della vita dei malati.


    Si sta parlando in questi giorni  della:
    • malattia di Alzheimer che è una forma di demenza che colpisce circa 45 milioni di persone al mondo. Al riguardo, la Fondazione EBRI "Rita Levi-Montalcini" ha recentemente annunciato di aver scoperto che l'anticorpo A13 è in grado di favorire la nascita di nuovi neuroni, di bloccare la progressione della prima fase della malattia, contrastandone gli effetti sulla funzionalità celebrale;



    • malattia Parkinson che è una malattia neurodegenerativa che coinvolge, principalmente, alcune funzioni quali il controllo dei movimenti e dell'equilibrio e  colpisce oltre 6 milioni di persone nel mondo. Al riguardo, un trial clinico condotto presso l'Università dell'Aquila ha recentemente dimostrato che attraverso gli ultrasuoni guidati con l'ausilio della risonanza magnetica é possibile inibire il talamo, riducendo da subito i tremori che rappresentano uno dei sintomi più comuni della malattia.
    Si tratta dunque di un quadro di situazione che lascia ben sperare che si possa nel tempo addivenire a nuove opzioni di diagnosi e cura di queste invalidanti patologie.
      Ti invito a leggere anche:

lunedì 25 novembre 2019

I giovani italiani sono fra i più pigri fra i coetanei europei




É ormai noto che mantenere uni stile di vita sano é fondamentale per potersi garantire una vita longeva e in salute.


Mangiare alimenti sani e praticare una leggera attività fisica sono fra i consigli più ricorrenti per evitare obesità e problematiche cardiocircolatorie. Lo sport peraltro, é un importante strumento di inclusione sociale perché permette di socializzare, fornendo sensazioni di positività e benessere.

Purtroppo i giovani sembrano andare in controtendenza. La rivista The Lancet Child & Adolescent Health ha, infatti, reso noto che nel mondo oltre 4 giovanissimi su 5 (l'81% di quelli di 11-17 anni) non svolgono sufficiente attività fisica, sebbene l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomandi per questa fascia di età un'ora al giorno di attività da moderata a intensa).


In Italia la situazione é ancor più preoccupante perché quasi 9 adolescenti italiani su 10 (l'88,6%), non sono sufficientemente attivi e sono fra i più pigri al mondo, classificandosi terzultimi (al 23/imo posto) tra 25 paesi ricchi (paesi dell'Europa Occidentale, Australia, Nuova Zelanda, Israele, Canada, USA).
La scarsa abitudine allo sport é essenzialmente dovuta all'uso intensivo della tecnologia che ha modificato le abitudini e la capacità di socializzare delle nuove generazioni nonché dai contesti familiari di provenienza ove si tende ad attribuire allo sport una priorità inferiore rispetto ai tantissimi impegni che la nostra frenetica società impone.
Occorre, dunque, cercare di rieducare i giovani ad avere avere uno stile di vita sano e una sana abitudine allo sport, rilanciando progetti scolastici, investendo nell'urbanistica e nelle  infrastrutture, al fine di rendere la mobilità sostenibile e sicura anche con biciclette e facilitare/incentivare la pratica dello sport all'aperto.

venerdì 22 novembre 2019

Eseguito negli USA un intervento rivoluzionario


La rivista New Scientis ha annunciato che per la prima volta é stato eseguito negli Stati Uniti un intervento con una tecnica innovativa e rivoluzionaria  che é stata definita "Emergency preservation and resuscitation" perché il sangue del paziente, mantenuto a cuore fermo, è stato sostituito con una soluzione salina fredda. 


Questa procedura permette di abbassare la temperatura del corpo in modo da mettere in standby i processi del metabolismo e dare ai chirurghi più tempo per intervenire in urgenza senza il rischio di danni per il paziente dovuti ad una scarsa ossigenazione dei tessuti. 

Ti consiglio di leggere anche:

mercoledì 20 novembre 2019

Lo stile di vita e l'alimentazione contribuiscono allo stato di salute degli occhi.



Lo stile di vita e un'alimentazione poco corretti possono incidere significativamente sullo stato di salute degli occhi.



Un'alimentazione molto ricca di frutta e verdure e di lipidi ma anche lo smettere di fumare può , dunque, contribuire a ridurre il rischio di contrarre malattie importanti come la maculopatia o disfunzioni che possono causare fra l'altro l'occhio secco.


Questi sono solo alcuni dei temi che saranno discussi nel corso del 99° Congresso Nazionale della Società Oftalmologica Italiana (Soi), aperto da oggi a Roma, dal quale ci si aspetta di conoscere il punto di situazione sulle nuove frontiere per la cura e la diagnisi dei principali problemi legati alla vista.

Ti consiglio di leggere anche:

martedì 19 novembre 2019

La resistenza agli antibiotici rappresenta grave rischio per la salute in Europa.


In Europa l'antibiotico-resistenza causa circa 33.000 decessi l'anno di cui 10.000 avvengono in Italia.
A causare queste morti sono le infezioni generate dai cosiddetti "superbatteri" cioé quelli resistenti agli antibiotici attualmente in uso.


Ad affrontare il problema é stato L'Istituto Superiore della Sanità (Iss) che, in occasione della Settimana mondiale per l'uso consapevole degli antibiotici, programmata dal 18 al 24 novembre, ha rilevato che le percentuali di resistenza dei principali patogeni sotto sorveglianza (Staphylococcus aureus, Streptococcus pneumoniae, Enterococcus faecalis, Enterococcus faecium, Escherichia coli, Klebsiella pneumoniae, Pseudomonas aeruginosa e Acinetobacter species) si mantiene in Italia più alta rispetto alla media europea, pur nell’ambito di un trend in calo rispetto agli anni precedenti.


Per questo motivo, é necessario promuovere un uso appropriato degli antibiotici per i quali é necessario ricorrere alla prescrizione del medico evitando il "fai da te".
É importante, altresi, un'azione sinergica nel sistema Paese per evitare l'abuso di antibiotici in tutta la catena alimentare per evitare di rendere i patogeni ancor più resistenti.


Infine, secondo l'ISS, il Piano Nazionale di Contrasto dell'Antibiotico-Resistenza (PNCAR) 2017-2020 rappresenta dunque un'occasione per migliorare e rendere più incisive le attività di contrasto del fenomeno a livello nazionale, regionale e locale.
Ti consigliamo anche di leggere i libri di seguito riepilogati

domenica 17 novembre 2019

Le proprietà dello zafferano per la cura della sindrome di Stargardt.


Risultati immagini per sindrome di stargardt 2019

La sindrome di Stargardt è una rara malattia che causa la degenerazione giovanile della macula e ha una origine genetica autosomica recessiva. Si manifesta nell’infanzia con l’accumulo di un pigmento lipidico (lipofuscina) nella parte centrale della macula, ha carattere progressivo e causa una diminuzione della capacità visiva centrale. 

Recentemente uno studio clinico condotto presso la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs e pubblicato sulla rivista "Nutrients" ha verificato che lo zafferano possiede delle proprietà antiossidanti che permettono di rallentare questa grave malattia degenerativa della vista. 

Nel corso della ricerca sono stati coinvolti 31 pazienti a cui sono stati somministrati 20 milligrammi al giorno di zafferano in compresse per sei mesi e poi con una sostanza placebo per i successivi sei. Tale trattamento, semplice e senza effetti collaterali, ha permesso di verificare che la funzione visiva si è mantenuta stabile durante la terapia, mentre tendeva a deteriorarsi durante l'assunzione del placebo.