martedì 25 dicembre 2018

Il perfezionista è opportuno che impari ad essere benevolo con se stesso.



Ti senti un perfezionista o semplicemente una persona "precisa" che ogni giorno deve affrontare attività gravose che esauriscono le tue energie fisiche e mentali?
Se la risposta è affermativa, stai provando delle sensazioni comuni a molte persone del nostro tempo. Viviamo, infatti, in una società fortemente competitiva che richiede standard professionali e uno stile di vita molto spesso  superiori alle nostre possibilità. 
Il perfezionismo, che è un termine utilizzato in chiave positiva, in realtà sottende la tendenza a conseguire obiettivi "imposti" dall'ambiente sociale attraverso l'interazione con gli individui a cui ci ispiriamo nel corso della vita (genitori, amici, parenti, colleghi, professionisti, docenti, ecc.).
Agire ritenendo di poter emulare l'altrui comportamento o percorso di vita ed essere estremamente esigenti con se stessi, espone l'individuo a situazioni conflittuali o a malessere interiore che possono ingenerare frustrazioni e depressione laddove si strutturi nel tempo l'idea di essere inadeguati a conseguire il risultato auspicato.
Come è facile immaginare, non è possibile essere sempre perfetti o precisi. Ogni individuo ha delle attitudini e dei difetti che ne caratterizzano e valorizzano la personalità ed il diuturno agire, rendendoli unici.
Il successo è legato all'individuazione di un percorso di vita o professionale commisurato alle capacità possedute. In tale ottica, occorre essere consapevoli della nostra unicità ed essere benevoli con noi stessi, accettando di conseguire il risultato auspicato con tempi e modalità coerenti alle nostre possibilità.

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