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venerdì 31 gennaio 2020

Cyberbullismo e l'impatto su depressione e disturbo da stress post traumatico




Una ricerca condotta presso l'Università di Miami negli Stati Uniti ha verificato che il cyberbullismo può avere un forte impatto sugli individui ammalati di depressione e di disturbo da stress post traumatico (DSPT) amplificandone la sintomatologia.




Il DSPT e la depressione sono delle malattie che colpiscono trasversalmente la società così come il cyberbullismo é un fenomeno che può coinvolgere giovani di ogni estrazione sociale.
Secondo i ricercatori il cyberbullismo é più pericoloso del bullismo perché i social media consentono ai cosiddetti "leoni della tastiera" di agire indisturbati con maggiore frequenza, mezzi (foto, video, parole, ecc.) e aggressività.
I giovani che soffrono di problemi psichiatrici hanno maggiore probabilità di subire forme di bullismo. Per questo motivo i soggetti con problemi della sfera emotiva e traumatici andrebbero sottoposti ad assessments per il cyberbullismo.



Gli autori della ricerca attribuiscono ai Genitori e agli adolescenti un ruolo fondamentale per combattere il fenomeno. Occorre infatti mantenere in alto la guardia e aperto il dialogo con i propri figli. Parlare e informare sono strategie di prevenzione efficaci. Le istituzioni come la scuola non devono rimanere indifferenti perché Il silenzio e l'isolamento in cui piombano le vittime contribuiscono a implementare il rischio che l'ennesimo atto di bullismo possa avere conseguenze drammatiche.

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lunedì 27 gennaio 2020

Gli effetti dell'Obesità sulla salute e l'invecchiamento delle persone





I ricercatori dell'Università di Cambridge hanno rilevato che al termine dell'adolescenza le persone tendono ad ingrassare più velocemente. L'aumento del peso corporeo è maggiore quando si intraprende un nuovo ciclo di studi, una nuova attività lavorativa o quando si diventa genitori. Si tratta di momenti della vita in cui i nuovi impegni si sommano alla  routine, rendendo necessario un processo di adattamento che impone una razionalizzazione dei tempi disponibili. Si finisce quindi per ridurre i periodi dedicati all'attività sportiva e al mantenimento di uno stile di vita sano con il conseguente aumento del rischio di obesità.
I dati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Obesity Reviews e, a seguito della rivisitazione di oltre 20 studi, dimostrano infatti che la riduzione del tempo dedicato allo sport corrisponde anche ad un deterioramento della qualità dello stile di alimentazione adottato.



L'obesità espone l'individuo a problematiche dell'apparato cardiocircolatorio e metaboliche oltre che determinare un aggravamento degli effetti dell’invecchiamento sulle funzioni cerebrali, contribuendo alla progressione del morbo di Alzheimer.

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sabato 25 gennaio 2020

L'olfatto e il suo impatto sulla qualità della vita dell'uomo


La perdita dell'olfatto é un problema che colpisce circa il 5% della popolazione e può condizionare significativamente la qualità della vita di coloro che ne soffrono.

Questo disturbo può avere diverse cause fra cui infezioni delle vie respiratorie, lesioni nervose, malattie neurologiche (ad esempio Alzheimer e Parkinson) o essere la conseguenza dell'uso di alcuni farmaci.

L'olfatto é uno dei sensi che, sin dall'orgine della specie umana, ha contribuito allo sviluppo delle relazioni sociali e alla ricerca del cibo.


Non sorprende, dunque, che gli esperti abbiano rilevato che un deficit sensoriale dell'olfatto é sovente associato a depressione, ansia e isolamento sociale (soprattutto a causa dell'impossibilità di rilevare il proprio odore e l'effetto che esso ha sugli altri), a problemi di intimità sessuale, a perdita di appetito e peso, a una ridotta qualità della memoria emotiva (le sensazioni o emozioni causate da un odore consentono di rafforzare una traccia mnestica o di rendere più agevole la rievocazione di un ricordo) oltre che all'aumento del rischio di infortuni (ad esempio non si avverte l'odore di fumo o di un cibo avariato).

A queste conclusioni é giunto un recente studio pubblicato sulla rivista Clinical OtolaryngologyGli esiti della ricerca pongono in evidenza l'importanza di conoscere l'impatto di questo disturbo sull'individuo e definire strategie che consentano di offrire maggiore supporto ai pazienti.

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martedì 21 gennaio 2020

Tumori: allo studio possibile utilizzo di farmaci non oncologici




La rivista scientifica Nature Cancer ha pubblicato uno studio statunitense che ha verificato che ben 49 farmaci non oncologici possono essere efficaci contro alcune cellule appartenenti a 24 tipi diversi di tumore. Si tratta di medicine utilizzate per la cura del diabete, nei casi di alcolismo e anche in ambito veterinario.

Questa scoperta é giunta in modo inaspettato anche per i ricercatori ed apre nuovi  fronti di indagine scientifica  perché  é ora necessario replicare i risultati ottenuti in ambulatorio e successivamente su esseri viventi.


L'obiettivo principale sarà comunque comprendere meglio  i meccanismi di azione delle neoplasie e individuare nuove possibili strategie d'intervento e cura.

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lunedì 20 gennaio 2020

L'anoressia non fa differenze di genere



Secondo i ricercatori dell'Associazione medici endocrinologi é aumentato il numero degli uomini che soffrono di anoressia (1 uomo ogni 4 donne), patologia genericamente ritenuta solo femminile.

Si tratta di una sorta di pregiudizio  di genere che ha portato sin'ora a sottovalutare la dimensione del problema fra gli uomini per i quali si arriva sovente a diagnosticare il disturbo tardivamente.

Secondo i ricercatori l'anoressia degli uomini può essere causata dall'ossessione per la forma fisica che si manifesta con la tendenza all'attività fisica compulsiva. Si instaura in questi casi un ciclo perverso che induce a credere che é necessario non mangiare per dimagrire  e "mantenersi in forma".
Il soggetto, che rincorrere una performance migliorere o una muscolatura più evidente e curata con un bassissimo apparato calorico, finisce per depauperare le proprie risorse psicofisiche divenendo progressivamente incapace di poter mantenere uno stile di vita normale. 


I giovani, uomini e donne, si ammalano intorno ai 14-15 anni anche se nell'era dei social media sono stati riscontrati dei casi anche a 9 anni. Le nuove generazioni tendono, infatti, a ritagliarsi una immagine irreale di sé é a pubblicare foto sui social. Anche l'ossessione di volersi mostrare diversi e ricercare maggior consenso sociale (reale o virtuale) può trascinare l'individuo nel vortice della malattia.

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domenica 19 gennaio 2020

Alzheimer e demenze, ricercatori italiani in prima linea per la diagnosi





La Dottoressa Maria Luisa Gorno Tempini, neurologa italiana dell'Università della California, ha condotto una ricerca con altri specialisti dell'Ospedale San Raffaele di Milano durante la quale sono stati monitorizzati 38 pazienti (di cui 20 di lingua inglese e 18 di lingua italiana) affetti da una forma di afasia progressiva primaria (disturbo del linguaggio caratterizzato da un’alterazione della comprensione o della produzione verbale), ma ancora completamente autonomi.




I ricercatori italiani hanno rilevato che la lingua d'origine influenza il modo in cui si manifestano i sintomi dell'Alzheimer e di altre tipologie di demenze. Nello specifico, all'insorgere della malattia le persone inglesi hanno più difficoltà a pronunciare le parole, mentre gli italiani usano frasi più semplici.

Si tratta di una scoperta molto importante che, recentemente pubblicata sulla rivista Neurology, in futuro potrebbe aiutare gli specialisti a diagnosticare in modo più accurato una demenza tenuto conto che ad oggi i criteri in uso sono basati sul modello di paziente di lingua inglese. L'attenzione dei ricercatori si sposterà ora sui pazienti di lingua  cinese e araba.


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venerdì 17 gennaio 2020

Il burnout può causare problemi di cuore





L'European Journal of Preventive Cardiology ha pubblicato una ricerca condotta dall'Università della California del sud da cui é emerso che le persone affette da burnout hanno un rischio maggiore di sviluppare disturbi del ritmo cardiaco fra cui il più frequente é la fibrillazione atriale.



Il burnout è frequentemente riscontrato nell’ambito delle professioni di aiuto, di assistenza e di cura. La parola burnout, che significa “bruciarsi”, fu coniata negli anni 70 da Freudenberg e descrive chiaramente una situazione in cui l’operatore sente come propria la problematica dell’utente e percepisce una discrepanza tra le richieste d’aiuto e le risorse disponibili, andando incontro ad un notevole carico d’ansia ed un forte senso d’impotenza che lo forzano a ritenere di non poter far nulla per poter gestire gli eventi in corso.





I ricercatori hanno esaminato oltre 11.000 soggetti e li hanno seguiti per circa 25 anni, verificando che le persone affette da una forma più grave di burnout avevano il 20% di possibilità in più di subire un danno cardiaco.

Sebbene i dati della ricerca richiedano ulteriori verifiche e approfondimenti, i ricercatori sono dell'avviso che lo stato infiammatorio causato dalla risposta fisiologica allo stress danneggi con il tempo il tessuto cardiaco favorendo l'insorgere dell'aritmia.


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giovedì 16 gennaio 2020

Individuato un possibile marcatore del Disturbo Da Stress Post Traumatico



  1. scoperto l'esistenza di un glucorticoide recettore-Fkbp51 ed hanno ipotizzato che lo stesso sia un biomarcatore del Disturbo da stress post traumatico perché tende ad aumentare dopo un grave stress e continua a permanere ad elevati livelli nelle persone che sviluppano il disturbo;
  2. realizzato un peptide che é in grado di attaccare e distruggere il glucorticoide recettore-Fkbp51, evitando che siano richiamati o memorizzati ricordi collegati ad emozioni di paura. In tal senso il peptide potrebbe essere utilizzato nell'ambito della cura del disturbo o per la sua prevenzione. 

Gli esiti dello studio sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Investigation.
Il disturbo da stress post traumatico é una malattia subdola che colpisce trasversalmente  gli individui che affrontano eventi traumatici in condizioni di particolare stress psicofisico ed é un fenomeno in crescita a causa dell’aumento della frequenza con cui si verificano nella nostra società violenze private e atti criminali o terroristici.

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martedì 14 gennaio 2020

Trapianti, dalla Svizziera tecnologie salva vite.



Il Policlinico Universitario di Zurigo congiuntamente ad altri centri di ricerca svizzeri, sono riusciti a realizzare una apparecchiatura che è in grado di mantenere in vita un fegato espiantato per circa una settimana. La nuova tecnologia, infatti, può riprodurre le condizioni ambientali in cui l'organo si trova nel corpo umano (inclusa l'alimentazione con ossigeno e nutrienti) e di depurarlo da eventuali tossine.
I ricercatori hanno lavorato per circa 4 anni a questo progetto, conducendo verifiche e collaudi con organi di maiale e poi su 10 fegati umani non trapiantabili. 


Gli esiti di questa ricerca sono stati pubblicati dalla rivista Nature Biotechnology e rappresentano una nuova frontiera utile a incrementare il numero degli organi potenzialmente trapiantabili ed a dilatare i tempi, attualmente contingenti, con cui si é costretti a procedere con l'espianto ed il reimpianto degli stessi.
I ricercatori dovranno procedere ora ad una sperimentazione che ne consenta l'impiego nell'ambito delle attuali procedure chirurgiche.
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domenica 12 gennaio 2020

Secondo recenti studi è possibile allenarsi con il raffreddore e le performance sono migliori ascoltando musica.




Giungono da Stati Uniti e Australia delle informazioni e dei consigli utili per chi piace praticare sport lungo tutto l'anno.

Secondo il Dott. Jayson Loeffert che si occupa di medicina dello sport alla Penn State Health è possibile allenarsi anche con raffreddore. In queste circostanze, la pratica di uno sport aumenta la frequenza cardiaca, favorisce il flusso sanguigno sano, apre i polmoni e facilita il rilascio di endorfine. Tutto ciò può aiutare a sentirsi meglio. E' importante, tuttavia, essere ben equipaggiati, ridimensionare l'allenamento fino a un livello che si può tollerare ed evitare fare esercizi fisici quando si è già malati o si ha la febbre per evitare che lo sforzo sostenuto possa causare un ulteriore aumento della temperatura corporea a un livello non sicuro.



L'University of Southern Queensland in Australia ha verificato, al termine di una ricerca che ha coinvolto 3.600 persone, che la musica rende l'esercizio fisico più facile e divertente e, conseguentemente, l' allenamento più produttivo ed efficaceLo studio è stato pubblicato recentemente su Psychological Bulletin dell'American Psychological Association ed ha permesso ai ricercatori, al termine di una revisione di circa 140 studi condotti negli ultimi 100 anni, di constatare che la musica incrementa la sensazione positiva che le persone provavano mentre praticano sport e rende più agevole il conseguimento degli obiettivi per ciascuna sessione di allenamento, migliorando altresì il consumo di ossigeno. Peter Terry, uno degli autori della ricerca, descrive la musica come una droga che "migliora le prestazioni", incidendo anche sulla frequenza cardiaca.




Al riguardo è noto che  la musica può suscitare diversi tipi di emozioni (13 secondo un recente studio dell'Università di Berkeleye facilitare il relax. In tal senso dunque è opportuno ascoltare la musica giusta nel posto giusto ed al momento giusto (ad esempio l'incremento di sensazioni ed emozioni che contribuiscano a far aumentare la frequenza cardiaca può risultare vantaggioso nelle attività aerobiche di resistenza ma non in quelle di forza o potenza) per poter permettere di godere pienamente degli effetti benefici che essa può avere sul nostro organismo e sulla nostra mente. 

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giovedì 9 gennaio 2020

L'ipnosi utilizzata a scopo analgesico durante un intervento al cuore.





L'ASL 2 della Regione Liguria ha reso noto che presso la sala di Elettrofisiologia dell’Ospedale San Paolo di Savona è stato effettuato il primo intervento di ablazione della fibrillazione atriale con l’utilizzo dell’ipnosi a scopo analgesico.


La fibrillazione atriale è un’aritmia cardiaca caratterizzata da attività atriale rapida e non ritmica, con perdita della contrazione degli atri. Tale malattia può essere causata da difetti delle valvole cardiache o decit cardiaci congeniti, dall'abuso di caffeina, tabacco e di alcol, dall’ipertiroidismo o da altri squilibri metabolici oltre che dall’apnea notturna.


L'ablazione della fibrillazione atriale è un intervento all'avanguardia nel campo della cardiologia interventistica e può essere svolto mediante cateterismo cardiaco. L'utilizzo dell'ipnosi in questa procedura é assolutamente innovativo e consente ridurre drasticamente l'utilizzo di farmaci anestetici e analgesici e rendere la procedura ancor più tollerata.

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lunedì 6 gennaio 2020

L'ipertensione mascherata da conoscere prima della ripresa del lavoro




Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Hypertension ha reso noto che un impiego sedentario in cui si è costretti a lavorare per molte ore seduti ad una scrivania può essere la causa di sbalzi di pressione anche in soggetti in cui non si palesano tali problematiche nei controlli medici periodici.
I ricercatori della Laval University in Canadaautori dello studio, hanno definito questo fenomeno come "ipertensione mascherata"  dopo aver monitorato un campione di circa 3600 lavoratori dei quali è stata rilevata la pressione arteriosa nell'arco di circa 5 anni con periodiche misurazioni in ambulatorio e mediante l'ausilio di dispositivi (es. Holter pressorio) indossati nella restante parte della giornata.



Gli studiosi hanno rilevato che il 13,5% del campione ha manifestato il fenomeno dell'ipertensione mascherata. In particolare, gli individui sottoposti a stress, che fumano,  che sono in sovrappeso e che hanno uno stile di vita o un lavoro sedentario hanno il 66% di probabilità in più di soffrire di ipertensione ed il 70% di essere colpiti da fenomeni di ipertensione mascherata.
E' dunque necessario che lavoratori e datori di lavoro siano consapevoli che esistono questi rischi e che è necessario adottare misure preventive volte a tutelare la salute dei dipendenti. Ciò potrebbe essere possibile incentivando la pratica di uno sport e prevedendo periodiche pause che permettano di abbattere la tensione lavorativa e di riattivare i muscoli (soprattutto quelli della gambe), favorendo la circolazione sanguigna.


L'ipertensione si previene conducendo uno stile di vita sano. Ai nostri tempi ciò non è sempre possibile. In questi casi, occorre assumere la consapevolezza che è necessario sottoporsi a periodici accertamenti in strutture sanitarie per monitorare il proprio stato di salute.

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