E' emerso nell'ambito del 64° Congresso nazionale della Società italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg) in corso a Roma che andare in pensione fa male.
Sembra, infatti, che la possibilità di ammalarsi di patologie cardiovascolari o psichiatriche (ad esempio la depressione) aumenti di circa il 2,5% nei primi due anni dal congedo lavorativo.
Secondo i Geriatri, dunque, Lavorare stanca, ma salvaguarda il corpo e la mente mentre la pensione crea fragilità a seguito dall'emergere della sensazione di inutilità e di decadimento fisico e cognitivo.
Personalmente credo che la pensione non faccia male qualora rappresenti un traguardo e al contempo la linea di partenza di nuovi percorsi da poter intraprendere ed esplorare.
Ad essere realmente pericoloso é uno stile di vita incentrato sul lavoro.
Identificarsi con la propria attività professionale fa dimenticare, infatti, la bellezza di vivere i propri affetti, di coltivare interessi, di praticare sport e di cercare di mantenere una buona qualità di relazioni sociali.
Gli ingredienti di una buona vita restano dunque la creatività, la curiosita', il dinamismo, ma soprattutto il sorriso e la consapevolezza che il lavoro, pur rappresentando una parentesi importante nella vita di una persona, non deve trasformarsi in una cella in cui scontare l'ergastolo e non tener più conto dell'incedere del tempo.
Concludo richiamando il titolo di un libro scritto con l'amico e collega Salvatore Iovinella : la vita incomincia domani ed aggiungo ogni volta che siamo pronti a riprendere il nostro viaggio con entusiasmo.
Buona vita a tutti!
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Identificarsi con la propria attività professionale fa dimenticare, infatti, la bellezza di vivere i propri affetti, di coltivare interessi, di praticare sport e di cercare di mantenere una buona qualità di relazioni sociali.
Gli ingredienti di una buona vita restano dunque la creatività, la curiosita', il dinamismo, ma soprattutto il sorriso e la consapevolezza che il lavoro, pur rappresentando una parentesi importante nella vita di una persona, non deve trasformarsi in una cella in cui scontare l'ergastolo e non tener più conto dell'incedere del tempo.
Concludo richiamando il titolo di un libro scritto con l'amico e collega Salvatore Iovinella : la vita incomincia domani ed aggiungo ogni volta che siamo pronti a riprendere il nostro viaggio con entusiasmo.
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Pienamente d'accordo. Ottimo articolo.
RispondiEliminaGrazie mille, spero che continuerà a seguire il mio blog.
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