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martedì 31 marzo 2020

COVID-19. Nessun Paese può farcela da solo


Il COVID - 19 è una malattia  molto complessa  da combattere basti pensare che, secondo una ricerca pubblicata  sull'American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, la metà dei pazienti trattati  presenta ancora il virus nell'organismo (e quindi è potenzialmente contagioso) fino a 8 giorni dalla scomparsa dei sintomi  fra i quali, secondo una ricerca italiana pubblicata  sulla rivista Clinical Infectious Diseases, i più comuni sono la perdita di olfatto e gusto. 
Cosa si sta facendo per  combattere questa malattia? Secondo i medici del Policlinico Sant'Orsola di Bologna occorre evitare la fase iperinfiammatoria della malattia, agendo con un trattamento anti-virale precocemente (news rilanciata dall'ANSA).  C'è poi l'ampio fronte della sperimentazione di eventuali terapie e dei vaccini. Per questi ultimi sembra che siano 44 le sperimentazioni in corso di cui 4 in Italia. In questo ambito, sebbene siano state attivate anche iniziative che coinvolgono l'Intelligenza artificiale per accelerare le analisi di efficienza ed efficacia, preoccupano molto  i tempi e i fondi ritenuti necessari per concludere le ricerche/sperimentazioni e procedere ad una produzione del farmaco in ampia scala.
 
Allo stato attuale dunque risulta molto importante restare a casa e evitare di adottare comportamenti che espongano al rischio di contagio. Resta invece sempre più evidente la necessità che sia la Comunità internazionale a farsi carico di coordinare una ricerca, mettendo insieme le eccellenze mondiali e tutte le risorse disponibili per poter  individuare, sperimentare e produrre in tempi brevi una nuova cura che consenta a tutta la popolazione mondiale di poter riprendere una vita normale in tempi brevi.

Se si può, contribuiamo alla raccolta fondi organizzata dalla Protezione Civile Italiana per permettere agli operatori sanitari di poter lavorare in sicurezza e con i mezzi necessari.

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lunedì 30 marzo 2020

COVID-19. Trovare un vaccino in tempi brevi è possibile se la Comunità internazionale condivide risorse e professionalità.





Stiamo vivendo una dei periodi più difficili che l'uomo abbia dovuto gestire dopo la seconda guerra mondiale. Sconfiggere il COVID-19 non sarà facile e, oltre le predisposizioni di natura economiche e  finanziarie per gestire la quotidianità, è necessario addivenire ad un vaccino che consenta di creare un'immunità permanente della popolazione.


Ad oggi le ricerche procedono in modo molto frammentato (sono circa 44 i progetti di vaccino anti SarsCoV2) così come sono esigue le risorse economiche disponibili per finanziarne la sperimentazione e l'eventuale produzione.

Nessuno può farcela da solo! Per questo motivo, è necessario che i Governi nazionali incomincino a condividere eccellenze professionali e i mezzi disponibili per poter individuare, sperimentare e produrre in tempi brevi una nuova cura che consenta a tutta la popolazione mondiale di poter riprendere una vita normale.

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domenica 29 marzo 2020

COVID-19 - Andrà tutto bene. Come superare l'emergenza restando a casa



Il COVID-19 è un virus che, partito dalla Cina, ha causato una pandemia che ha modificato i riferimenti sociali, comunitari, economico finanziari e, soprattutto, la percezione che la popolazione ha della propria sicurezza e di quella nucleo familiare. 

Vivere in casa l’emergenza non è facile. La paura che si accompagna al costante bombardamento mediatico e alla perdita di un congiunto può trasformarsi in disperazione e spingere l'individuo ad agire d'impeto, aumentando il livello di esposizione personale e di quello del gruppo familiare o sociale di appartenenza.




Per questo motivo, ho deciso di realizzare un elaborato per poter fornire  consigli utili per orientare i pensieri oltre che gestire le emozioni e lo stress accumulati nei giorni di “quarantena”. 

Questo libro, che non si vuole sostituire a un supporto professionale,  è distribuito ad un prezzo simbolico di circa 1 euro con l’invito al lettore a contribuire, ove possibile, alla raccolta fondi organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile per dare la possibilità a coloro che lottano contro il virus in prima linea di poter operare con la massima sicurezza e con tutti i mezzi necessari.

Puoi scaricare il libro cliccando il seguente link:


sabato 28 marzo 2020

L'eccesso di sale nel cibo riduce l'efficenza del sistema immunitario





L'eccesso di sale nei cibi che mangiamo giornalmente aumenta il rischio di problematiche al cuore, ai vasi sanguigni, ai reni e al cervello. Per questo motivo, L'Organizzazione Mondiale della Salute raccomanda di non eccedere nei consumi di sale oltre i 5 grammi al dì (pari a un cucchiaino da tè raso). Una ricerca condotta presso il Policlinico Universitario di Bonn ha ora posto in evidenza che l'eccesso di sale incide anche sull'efficienza del nostro sistema immunitario. Si tratta di una informazione molto importante ancor più se inquadrata nell'attuale emergenza epidemiologica causata dal COVID -19.



Gli esiti della ricerca sono stati pubblicati dalla rivista Science Translational Medicine e dimostrano che bastano 6 grammi di sale in più al dì per:
  • determinare dei malfunzionamenti nei granulociti che, nell'ambito delle difese immunitarie, si occupano di rimuovere  i  batteri patogeni dal nostro organismo;
  • aumentare la quantità di corticosteroidi che notoriamente  sopprimono il sistema immunitario.


E' necessario dunque ridurre la quantità di sale utilizzata in cucina (è possibile compensare la minore quantità di sale con altri ingredienti) e mantenere uno stile di vita  più sano. Inoltre,  è consigliato consumare più liquidi e fare attività fisica che permettono di eliminare gli eccessi di sodio nell'organismo attraverso la sudorazione e le urine.

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venerdì 27 marzo 2020

L'olfatto ci aiuta a ricordare meglio gli eventi della nostra vita




Tutti i sensi concorrono alla definizione della traccia mnestica di un evento e possono facilitarne la rievocazione. Quindi è normale che un particolare profumo possa riportarci far emergere il ricordo di un evento o di immagini del passato. Lo stesso Marcel Proust diceva che “l'odore e il sapore delle cose rimangono a lungo depositate, pronte a riemergere” in qualsiasi momento.




Sono molti gli gli studi sull'argomento. Fra i tanti segnalo che:

  • nel 2004 un team di ricercatori dell'University College di Londra, in uno studio pubblicato sulla rivista Neuron, dimostrarono che il ricordo di un evento viene diviso nelle diverse regioni sensoriali del cervello, quali l'ippocampo e la corteccia olfattiva;
  • nel 2018 due ricerche pubblicate su ScienceDaily e su Nature Communications dimostrarono che nella malattia di Alzheimer, i deficit di memoria olfattiva comportano delle difficoltà nel ricordare il quando e il dove sono stati percepiti gli odori e che tale deficit può anticipare il declino cognitivo tipico del morbo;
  • i ricercatori dell'Università di Boston hanno ora confermato che i segnali olfattivi giocano un ruolo importante nella memoria e, nell'ambito di una ricerca pubblicata sulla rivista Learning and Memory hanno avanzato l'ipotesi che gli odori potrebbero essere utilizzati come uno strumento per trattare traumi psicologici o disturbi dell'umore legati a cattivi ricordi, facilitandone l'elaborazione o la rimozione. 


L' olfatto ha dunque un forte impatto sulla nostra qualità della vita. Conoscerne l'ampio quadro di funzionamento potrebbe contribuire in modo determinante a definire strategie che consentano di offrire maggiore supporto ai pazienti.

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domenica 22 marzo 2020

La difesa del sistema immunitario e il ruolo del sonno nella lotta al COVID - 19



Come reagisce il nostro organismo?

I ricercatori australiani del Peter Doherty Institute for Infection and Immunity sono riusciti a osservare come l'organismo riesce a reagire al COVID-19 e a guarire dalle infezioni da esso causate. Per ottenere tale risultato, recentemente pubblicato sulla rivista Nature Medicine, gli scienziati hanno monitorato l'intera gamma della risposta immunitaria nel corso delle  fasi della malattia nei primi pazienti che sono riusciti a guarire dopo essere rientrati  da Wuhan in Cina. In particolare, in una paziente è stato possibile individuare lo sviluppo di una popolazione di cellule immunitarie che ha permesso di prevedere il miglioramento del decorso della malattia in analogia a quanto già osservato  nei pazienti che avevano contratto l'influenza stagionale.
Altre ricerche hanno permesso invece di comprendere la struttura 3D della proteasi del COVID-19, considerata ormai il bersaglio principale da colpire per sconfiggere questa malattia.
Secondo il parere degli esperti occorre, tuttavia, ancora comprendere bene come produrre in tempi brevi farmaci efficaci e innescare la risposta immunitaria anche in quei pazienti in cui il sistema immunitario non riesce a reagire e, soprattutto, come evitare eventuali ricadute.


In Italia si sperimenterà un vaccino 
L'azienda Takispartendo da un frammento di materiale genetico del COVID-19, ha progettato in Italia un vaccino per il quale sarà a breve avviata la sperimentazione sugli animali nella speranza che, ove vada tutto bene, il medicinale possa essere disponibile nel prossimo autunno. Il farmaco, che si basa sulla elettroporazione (tecnologia che consiste nell’iniezione del farmaco nel muscolo seguita un brevissimo impulso elettrico), è stato progettato per poter indurre una forte risposta da parte del sistema immunitario e per bloccare la replicazione del virus. La sperimentazione consentirà anche di  mettere a punto anticorpi monoclonali specifici per la lotta al COVID - 19.
Per l'esecuzione dello studio clinico e l'eventuale produzione in larga scala l'Azienda produttrice potrebbe lanciare un crowdfunding che ha lo scopo di raccogliere velocemente la somme necessarie.


Il sonno per  combattere lo stress e salvaguardare il sistema immunitario  
Secondo gli esperti in questa fase di quarantena e di bombardamento mediatico sul dramma del COVID-19 è estremamente importante cercare di ridurre lo stress che, qualora prolungato nel tempo, potrebbe causare un indebolimento delle difese immunitarie oltre che logorare le risorse psicofisiche che garantiscono il benessere dell'individuo.
Per questo motivo, risulta importante cercare di non rinunciare all'esercizio fisico praticandolo in casa con l'ausilio di tutorial, mantenere uno stile alimentare sano e non rinunciare alle relazioni interpersonali impiegando le applicazioni che ci consentono di vedere e parlare con amici e parenti. L'aspetto rilevante tuttavia resta cercare di dormire bene.
Il sonno è, infatti, una esigenza primaria che concorre al benessere dell’organismo e alla sopravvivenza dell’individuo. Recuperare e mantenere la regolarità del sonno risulta fondamentale per ridurre lo stress. Pertanto, ove fosse necessario, potrebbe essere opportuno una decompressione (conducendo esercizi che facilitano il rilassamento e la gestione delle emozioni causate dall'emergenza epidemiologica in atto) prima di andare a letto o il ricorso alla melatonina.

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domenica 15 marzo 2020

Coronavirus all'esame un nuovo possibile trattamento.







E' stato sviluppato in Olanda  un anticorpo monoclonale, specializzato nell'attaccare aggredire il coronavirus Sars-CoV2. La somministrazione dell'antibiotico consentirà alle nostre difese immunitarie di rinforzarsi e di  riconoscere la proteina "Spike" che il virus utilizza per legarsi alle cellule polmonari e replicarsi, causando le crisi respiratorie e le infezioni che spesso risultano fatali per il paziente.





La ricerca è è stata condotta dai ricercatori dell'Università  di Utrech ed è stata pubblicata sul sito BioRxiv


La stessa rivista ha anche pubblicato alcuni i studi di ricercatori italiani che dimostrano come il nostro Paese sia in prima linea per individuare una cura per questo virus.

E' ora necessario che siano avviate quanto prima le fasi di sperimentazione e produzione del farmaco che potrebbero, tuttavia, richiedere alcuni mesi per verificare  sicurezza ed efficacia del trattamento.

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martedì 10 marzo 2020

La solitudine ed alcuni consigli utili per star bene


La carenza di relazioni sociali appaganti può contribuire all'insorgere di patologie cardiovascolari, demenza e depressione. Secondo gli esperti della Brunel University, che al riguardo hanno pubblicato una ricerca sulla rivista Neuroscience & Biobehavioral, lo stress causato dalla solitudine aumenterebbe lo stato di infiammazione dell'organismo che nel tempo tenderebbe a cronicizzarsi, logorando progressivamente la salute e di benessere dell'individuo fino a farlo ammalare.
Inoltre, è stato confermato che:
  • è necessario coltivare interessi
Anche se si é costretti a vivere soli, è opportuno coltivare degli hobby e interessi così da alimentare il benessere psicofisico e l'autostima. Al riguardo, gli esperti dell'Università Pompeu Fabra di Barcelona hanno rilevato che  apprendere una seconda lingua rappresenta un fattore di riserva cognitiva contro la demenza. Nel corso della ricerca, che é stata pubblicata sulla rivista Alzheimer's Research and Therapy, é stato posto in evidenza che le persone che conoscevano una seconda lingua hanno avuto una minore perdita di volume del cervello e mantenuto maggiori capacità cognitive.
  • É necessaria una alimentazione sana
Mantenere un buono stile alimentare é fondamentale per salvaguardare il nostro stato di salute. Nel merito, l'University of Western Ontario in Canada ha pubblicato gli esiti di una ricerca sul  Journal of Lipid Research ove ha dimostrato che arance e mandarini proteggono dagli effetti negativi dell'obesità (arteriosclerosi e diabete). Nello specifico, la presenza della molecola nobiletina nell'alimentazione degli animali monitorati nel corso della ricerca ha impedito  loro di ingrassare e di sviluppare l'insulina resistenza.



L'epidemiologo della  Harvard School of Public Health di Boston Jean-Philippe Drouin-Chartier ha dimostrato, di concerto con alcuni colleghi canadesi, che consumare un uovo al giorno non aumenta il rischio di malattie cardiovascolari. La ricerca è stata pubblicata sul British Medical Journal  dopo un'indagine che ha coinvolto quasi 2 milioni di individui di cui sono state monitorate le abitudini alimentari per un lungo periodo di tempo.


In conclusione la curiosità è il vero elisir di giovinezza. Occorre evitare di ripiegarsi su se stessi, fare ciò che ci aiuta a star bene e mantenere sempre lo sguardo rivolto in avanti con la curiosità di approcciarsi al futuro sempre con entusiasmo.

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lunedì 2 marzo 2020

Covid-19, sanità a rischio burnout?




La tenuta del sistema sanitario e lo stato di salute psicofisica dei suoi eccellenti operatori sono strategici nella gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.

In questa situazione emergenziale é infatti possibile che possano manifestarsi casi di burnout, sindrome tipica delle professioni di aiuto, di assistenza e di cura, in cui l’operatore sente come propria la problematica dell’utente e percepisce una discrepanza tra le richieste d’aiuto e le risorse disponibili, andando incontro ad un notevole carico d’ansia ed un forte senso d’impotenza che lo forzano a ritenere di non poter far nulla per gestire gli eventi in corso.

Per questo motivo é molto importante prevedere interventi in favore del personale sanitario che in queste settimane si sta prodigando, spesso con turni di lavoro intensi che lo mantengono lontano dalle famiglie, per poter fornire assistenza ai cittadini che risultano giornalmente positivi a questo virus.

É dunque opportuno sviluppare una forte rete di social support e di supporto psicologico che riduca lo stress emotivo a cui sono sottoposti giornalmente medici e infermieri, rendendone più agevole la cura del nucleo familiare ed il recupero psicofisico oltre che garantire la disponibilità di tutto il materiale necessario per salvaguardare la propria salute e quella dei pazienti.

Sentirsi supportati dalle istituzioni e dai concittadini è un fattore di rinforzo della resilienza perché aiuta a metabolizzare/superare le avversità accrescendo l'autostima ed il benessere psicofisico dell'individuo che risulta più motivato a continuare a far bene il proprio lavoro.

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