Si tratta di uno studio di ampie dimensioni che ha avuto una durata di 8 anni durante i quali é stato analizzato un campione di oltre 385 mila persone di cui é stato analizzato il DNA per individuare eventuali variazioni genetiche note per indurre un rischio cardiovascolare.
Al termine delle rilevazioni, i ricercatori hanno riscontrato che le persone con una predisposizione genetica a tali malattie, a cui si associano problematiche o disturbi legati al sonno, hanno un rischio quasi triplo di infarto e quasi doppio di ictus rispetto ai coetanei con basso rischio cardiovascolare e una buona qualità di sonno.
Una diagnosi precoce ed il trattamento dei disturbi legati al sonno avrebbe, quindi, permesso di evitare un caso di infarto e ictus su 10 nel corso del periodo in cui é stata svolta la ricerca.
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