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lunedì 2 marzo 2020

Covid-19, sanità a rischio burnout?




La tenuta del sistema sanitario e lo stato di salute psicofisica dei suoi eccellenti operatori sono strategici nella gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.

In questa situazione emergenziale é infatti possibile che possano manifestarsi casi di burnout, sindrome tipica delle professioni di aiuto, di assistenza e di cura, in cui l’operatore sente come propria la problematica dell’utente e percepisce una discrepanza tra le richieste d’aiuto e le risorse disponibili, andando incontro ad un notevole carico d’ansia ed un forte senso d’impotenza che lo forzano a ritenere di non poter far nulla per gestire gli eventi in corso.

Per questo motivo é molto importante prevedere interventi in favore del personale sanitario che in queste settimane si sta prodigando, spesso con turni di lavoro intensi che lo mantengono lontano dalle famiglie, per poter fornire assistenza ai cittadini che risultano giornalmente positivi a questo virus.

É dunque opportuno sviluppare una forte rete di social support e di supporto psicologico che riduca lo stress emotivo a cui sono sottoposti giornalmente medici e infermieri, rendendone più agevole la cura del nucleo familiare ed il recupero psicofisico oltre che garantire la disponibilità di tutto il materiale necessario per salvaguardare la propria salute e quella dei pazienti.

Sentirsi supportati dalle istituzioni e dai concittadini è un fattore di rinforzo della resilienza perché aiuta a metabolizzare/superare le avversità accrescendo l'autostima ed il benessere psicofisico dell'individuo che risulta più motivato a continuare a far bene il proprio lavoro.

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