Il COVID - 19 è una malattia molto complessa da combattere basti pensare che, secondo una ricerca pubblicata sull'American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, la metà dei pazienti trattati presenta ancora il virus nell'organismo (e quindi è potenzialmente contagioso) fino a 8 giorni dalla scomparsa dei sintomi fra i quali, secondo una ricerca italiana pubblicata sulla rivista Clinical Infectious Diseases, i più comuni sono la perdita di olfatto e gusto.
Cosa si sta facendo per combattere questa malattia? Secondo i medici del Policlinico Sant'Orsola di Bologna occorre evitare la fase iperinfiammatoria della malattia, agendo con un trattamento anti-virale precocemente (news rilanciata dall'ANSA). C'è poi l'ampio fronte della sperimentazione di eventuali terapie e dei vaccini. Per questi ultimi sembra che siano 44 le sperimentazioni in corso di cui 4 in Italia. In questo ambito, sebbene siano state attivate anche iniziative che coinvolgono l'Intelligenza artificiale per accelerare le analisi di efficienza ed efficacia, preoccupano molto i tempi e i fondi ritenuti necessari per concludere le ricerche/sperimentazioni e procedere ad una produzione del farmaco in ampia scala.
Allo stato attuale dunque risulta molto importante restare a casa e evitare di adottare comportamenti che espongano al rischio di contagio. Resta invece sempre più evidente la necessità che sia la Comunità internazionale a farsi carico di coordinare una ricerca, mettendo insieme le eccellenze mondiali e tutte le risorse disponibili per poter individuare, sperimentare e produrre in tempi brevi una nuova cura che consenta a tutta la popolazione mondiale di poter riprendere una vita normale in tempi brevi.
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