sabato 9 gennaio 2021

Curiosando nelle nuove frontiere della psicologia






Vi comunico che è disponibile su Amazon il mio ultimo ebook che raccoglie, sintetizza e commenta gli esiti di alcuni dei più recenti studi relativi al Disturbo da stress post traumatico, alla Schizofrenia, alla sindrome del Burnout e al fenomeno del suicidio.


 

L'ebook, corredato di un'ampia biografia, è utile per l'aggiornamento professionale, per la redazione di tesi e ricerche oltre che per eventuali approfondimenti sui temi affrontati.
Sarò lieto di accogliere eventuali feedback dei lettori.


mercoledì 25 novembre 2020

Il Morbo di Parkinson, la Deep Brain Stimulation e lo sviluppo di strategie di intervento integrato nella gestione della malattia


Il giornale on line "State of mind" ha pubblicato un mio articolo di cui vi riporto di seguito l'indirizzo da cui poter accedere per la lettura. Puoi leggerlo cliccando qui


 

domenica 25 ottobre 2020

La mattina meglio bere un caffè dopo aver fatto colazione



Ogni individuo trascorre circa un terzo della sua vita a dormire. Il sonno é fondamentale per il corretto funzionamento della memoria, per la gestione delle emozioni, per la valutazione degli stati di allertamento ed in generale per poter ricaricare le energie spese durante la giornata trascorsa nonché per favorire il ripristino dell'omeostasi fisiologica. Per questo motivo, un giovane sano ha bisogno di circa 7-9 ore di sonno di buona qualità per poter svolgere con efficienza le proprie attività giornaliere.


Una notte turbolenta o agitata, quindi, rende difficile affrontare le attività del giorno successivo con la necessaria energia. Pensare di poter partire con la giusta carica bevendo una tazza di caffè potrebbe essere, tuttavia, una cattiva idea se non si ha tempo di fare una buona colazione.Tale abitudine, infatti, secondo i ricercatori dell'Università di Bath potrebbe avere un effetto negativo sul controllo della glicemia.

 

Gli esperti sono giunti a questa conclusione al termine di uno studio che ha coinvolto 29 persone nei quali è stato osservato che il caffè consumato prima della colazione ha notevolmente aumentato la risposta del glucosio nel sangue di circa il 50% rispetto a chi, invece, prima aveva mangiato altro.

Gli esiti di questa ricerca sono stati recentemente pubblicati sul British Journal of Nutrition e potrebbero essere d'aiuto nella definizione dei regimi alimentari delle persone che, ad esempio, hanno problemi di diabete.

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lunedì 12 ottobre 2020

Gli occhi sono la chiave del rapporto con i gatti.



La rivista Scientific Reports ha recentemente pubblicato uno studio condotto dai ricercatori delle università del Sussex e Portsmouth che ha dimostrato che socchiudere gli occhi e poi serrare le palpebre per un paio di secondi aiuta il processo empatico fra l'uomo e il gatto, agevolando le conseguenti interazioni. 

É possibile che la chiusura degli occhi sia interpretato dall'animale come un segnale di pace contrariamente a quanto avviene qualora un animale sia fissato da un avversario, occasione in cui emerge, invece, il  senso di aggressività quale risposta ad una situazione di pericolo.


I ricercatori sono giunti a queste conclusioni dopo aver analizzato il comportamento di oltre 40 gatti, aprendo nuove vie verso una migliore comprensione del comportamento degli animali e una più efficace valutazione del loro stato di benessere in situazioni particolari come nel caso di una vista dal veterinario. 

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domenica 11 ottobre 2020

La salute mentale fra pregiudizi e l'esigenza di nuovi interventi





Lo scorso fine settimana è stata celebrata la giornata mondiale della salute mentale. Questa ricorrenza ha fornito l'occasione per richiamare l'attenzione sull'incidenza che i disturbi mentali hanno sullo stato di salute della popolazione mondiale.
Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità quasi un miliardo di persone nel mondo convive con un disturbo mentale e ogni 40 secondi una persona si suicida. 



In Europa la situazione non è differente, una persona su sei (complessivamente circa 84 milioni di individui) soffre di disturbi psichiatrici e sono 84.000 gli individui che ogni anno muoiono per malattie mentali o suicidio. Secondo il Ministero della Salute in Italia circa 838.000 persone ricorrono a cure psichiatriche (il 53,8% sono donne e il 68,3% ha più di 45 anni). Gli uomini sembrano soffrire maggiormente di disturbi schizofrenici, di personalità, da abuso di sostanze e di ritardo mentale, mentre le donne presentano maggiormente disturbi affettivi, nevrotici e depressivi.



Tale situazione risente dei pregiudizi che circondano il mondo della salute mentale oltre che dei tabù che affliggono i pazienti e le loro famiglie. I pazienti affetti dai disturbi mentali vengono spesso lasciati soli, ghettizzati e abbandonati alle cure esclusive delle loro famiglie. Esiste, inoltre una profonda disuguaglianza sociale che non facilita l'accesso a servizi sanitari di qualità. Infatti, oltre il 75% delle persone con disturbi mentali o neurologici e con problemi di abuso di sostanze non ha accesso a cure nei Paesi a basso e medio reddito. 

Il COVID-19 ha reso lo scenario ancor più complesso. La paura, i lutti, l'incertezza per il futuro, l'isolamento sociale e la crisi economica sono stati causa di traumi, depressione e insoddisfazione della propria vita, limitando il benessere percepito a livello sociale.

Secondo l'OCSE il tema della salute mentale ha un forte impatto sulla economia in termini di perdita di produttività (circa il 4% del PIL europeo) e della spesa sanitaria e sociale (600 miliardi in tutta Europa).


In tale quadro,  è necessario superare i timori con cui si affronta il tema dei disturbi mentali. La salute, infatti, è una condizione di completo benessere fisico, mentale e sociale. L'individuo, quindi, sta bene se le dimensioni fisiologiche/biologiche interagiscono efficacemente con quelle psicologiche e sociali, trovando un giusto bilanciamento. E', infine, maggiormente avvertita la necessità di rilanciare il ruolo dello psicologo nell'ambito dei servizi sanitari. Interventi che integrino competenze mediche, psicologiche e di assistenza sociale risultano maggiormente efficaci perché restituiscono al paziente un ruolo centrale e consentono di valutare il suo malessere tenendo nella giusta considerazione le criticità di natura organica e quelle di natura emotive o relazionali.

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domenica 13 settembre 2020

Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio






Lo scorso 10 settembre si è celebrata la giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. Ho cercato di sintetizzare le domande che mi sono posto, riproponendo a voi lettori alcune informazioni che ho ricercato e alcune considerazioni.  

Qual è la dimensione del fenomeno?
Secondo l'OMS nel mondo annualmente circa 800.000 persone muoiono per suicidio. Una persona ogni 40 secondi! Tale dato assume dimensioni ancora più rilevanti se si tiene conto che al fenomeno suicidario si associano circa 16 milioni di  tentativi di suicidio. Il suicidio è un fenomeno trasversale nella società ed è la seconda causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni a livello globale. Il numero dei  suicidi tende ad aumentare nelle regioni del mondo a basso e medio reddito.
Nel nostro Paese  sono, invece, circa 4000 le persone che ogni anno si suicidano.

 

 Quali sono i fattori di rischio?
Sono molte le cause che possono indurre un individuo a tentare il suicidio o a suicidarsi. Molti suicidi avvengono impulsivamente nei momenti di crisi o sono la conseguenza  di disturbi mentali come ad esempio la depressione e disturbi da uso di alcol e droga o causati da abusi e violenze
Questo quadro è reso ancor più complicato dall'emergenza pandemica legata al COVID19. La paura di ammalarsi, il difficile decorso della malattia e il dolore da essa causato, l'incertezza per il futuro, le esperienze di lutto, la solitudine e l'isolamento oltre che i problemi finanziari causati dalla crisi economica rappresentano un serio fattore di rischio che possono indurre un individuo a suicidarsi e/o tentare un suicidio.

Il suicidio ha un forte impatto sulla società?
I suicidi e i tentativi di suicidio hanno un forte impatto su famiglie, amici, colleghi, comunità e società. Coloro che sono stati colpiti da un lutto in seguito ad un suicidio (c.d. survivor) presentano più frequentemente senso di colpa, sensazioni di rifiuto e abbandono oltre che un turbolento quadro emotivo  che li rendono a loro volta vulnerabili al punto da tentare anch'essi il suicidio o di ricadere vittima di altri disturbi psichiatrici.


Il suicidio si può prevenire?
Il suicidio e i tentativi di suicidio possono essere prevenuti attraverso interventi finalizzati a individuare una situazione di sofferenza psicologica (persone in difficoltà economica, isolate, deluse/abbandonate sentimentalmente, ecc.) e a ridare speranza ai soggetti in un momento di crisi. All'emergere di un dubbio o in situazioni potenzialmente di rischio è sempre importante fare ricorso a professionisti in grado di fornire interventi specialistici e di programmare un follow-up a breve e lungo termine.
E' inoltre assolutamente importante riuscire a intervenire nelle scuole attraverso progetti che consentano agli studenti di acquisire le c.d. life skill ed in particolare il decision making, il problem solving, il pensiero creativo, la comunicazione efficace, l'empatia, adeguate capacità relazionali, l'autoconsapevolezza, la gestione delle emozioni e dello stress.
Può essere altresì utile sviluppare interventi a favore dei genitori e insegnanti finalizzati a far  loro acquisire capacità di Ascolto attivo e di messagg-io che, secondo la teoria di Gordon, consentono di rimuovere le barriere della comunicazione, evitando che l'interlocutore si senta non compreso, giudicato o, peggio ancora, sotto processo con il rischio che si perda in una pericolosa spirale di sensi di colpa.
E' infine utile sviluppare nei giovani la capacità di resilienza, insegnando loro a rimanere ancorati alla realtà e ad affrontare la vita quotidiana con gradualità, imparando progressivamente a gestirne le avversità ed a coglierne le opportunità. 

In conclusione
Il suicidio è un fenomeno molto complesso. Per questo motivo, l'OMS richiama la necessità di attuare un approccio "LIVE LIFE" (leadership, interventi, visione e valutazione), al fine di sviluppare efficaci strategie nazionali multisettoriali globali.
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domenica 6 settembre 2020

Tumori, il veleno delle api può offrire nuove opportunità di cura

 


La rivista Nature Precision Oncology ha recentemente pubblicato gli esiti di uno studio condotto dalla Harry Perkins Institute of Medical Research di Perth con il quale è stato verificato che l'utilizzo della melittina (principale componente del veleno delle api da miele) può contribuire efficacemente alla cura dei tumori al seno. 

Secondo i ricercatori, infatti, la melittina, combinata con i farmaci utilizzati nella chemioterapia, risulta capace di sopprimere alcune delle cellule dei tumori al seno più aggressivi perché riesce a penetrare nelle membrane delle cellule cancerose, aumentando l'efficacia della chemioterapia di ridurne la riproduzione.


Le indagini scientifiche sono state condotte su topi di laboratorio e richiedono ancora ulteriori approfondimenti per poter definire il grado di tossicità dei farmaci e le massime dosi tollerate prima di poter procedere alla sperimentazione umana.

Si tratta, tuttavia, di un ulteriore passo avanti nella ricerca di nuove soluzioni che consentiranno in futuro ai medici di poter curare più efficacemente questa tremenda malattia e ai pazienti di poter avere maggiori speranze di guarigione oltre che una migliore qualità della vita. 

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