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domenica 13 settembre 2020

Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio






Lo scorso 10 settembre si è celebrata la giornata mondiale per la prevenzione del suicidio. Ho cercato di sintetizzare le domande che mi sono posto, riproponendo a voi lettori alcune informazioni che ho ricercato e alcune considerazioni.  

Qual è la dimensione del fenomeno?
Secondo l'OMS nel mondo annualmente circa 800.000 persone muoiono per suicidio. Una persona ogni 40 secondi! Tale dato assume dimensioni ancora più rilevanti se si tiene conto che al fenomeno suicidario si associano circa 16 milioni di  tentativi di suicidio. Il suicidio è un fenomeno trasversale nella società ed è la seconda causa di morte tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni a livello globale. Il numero dei  suicidi tende ad aumentare nelle regioni del mondo a basso e medio reddito.
Nel nostro Paese  sono, invece, circa 4000 le persone che ogni anno si suicidano.

 

 Quali sono i fattori di rischio?
Sono molte le cause che possono indurre un individuo a tentare il suicidio o a suicidarsi. Molti suicidi avvengono impulsivamente nei momenti di crisi o sono la conseguenza  di disturbi mentali come ad esempio la depressione e disturbi da uso di alcol e droga o causati da abusi e violenze
Questo quadro è reso ancor più complicato dall'emergenza pandemica legata al COVID19. La paura di ammalarsi, il difficile decorso della malattia e il dolore da essa causato, l'incertezza per il futuro, le esperienze di lutto, la solitudine e l'isolamento oltre che i problemi finanziari causati dalla crisi economica rappresentano un serio fattore di rischio che possono indurre un individuo a suicidarsi e/o tentare un suicidio.

Il suicidio ha un forte impatto sulla società?
I suicidi e i tentativi di suicidio hanno un forte impatto su famiglie, amici, colleghi, comunità e società. Coloro che sono stati colpiti da un lutto in seguito ad un suicidio (c.d. survivor) presentano più frequentemente senso di colpa, sensazioni di rifiuto e abbandono oltre che un turbolento quadro emotivo  che li rendono a loro volta vulnerabili al punto da tentare anch'essi il suicidio o di ricadere vittima di altri disturbi psichiatrici.


Il suicidio si può prevenire?
Il suicidio e i tentativi di suicidio possono essere prevenuti attraverso interventi finalizzati a individuare una situazione di sofferenza psicologica (persone in difficoltà economica, isolate, deluse/abbandonate sentimentalmente, ecc.) e a ridare speranza ai soggetti in un momento di crisi. All'emergere di un dubbio o in situazioni potenzialmente di rischio è sempre importante fare ricorso a professionisti in grado di fornire interventi specialistici e di programmare un follow-up a breve e lungo termine.
E' inoltre assolutamente importante riuscire a intervenire nelle scuole attraverso progetti che consentano agli studenti di acquisire le c.d. life skill ed in particolare il decision making, il problem solving, il pensiero creativo, la comunicazione efficace, l'empatia, adeguate capacità relazionali, l'autoconsapevolezza, la gestione delle emozioni e dello stress.
Può essere altresì utile sviluppare interventi a favore dei genitori e insegnanti finalizzati a far  loro acquisire capacità di Ascolto attivo e di messagg-io che, secondo la teoria di Gordon, consentono di rimuovere le barriere della comunicazione, evitando che l'interlocutore si senta non compreso, giudicato o, peggio ancora, sotto processo con il rischio che si perda in una pericolosa spirale di sensi di colpa.
E' infine utile sviluppare nei giovani la capacità di resilienza, insegnando loro a rimanere ancorati alla realtà e ad affrontare la vita quotidiana con gradualità, imparando progressivamente a gestirne le avversità ed a coglierne le opportunità. 

In conclusione
Il suicidio è un fenomeno molto complesso. Per questo motivo, l'OMS richiama la necessità di attuare un approccio "LIVE LIFE" (leadership, interventi, visione e valutazione), al fine di sviluppare efficaci strategie nazionali multisettoriali globali.
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domenica 6 settembre 2020

Tumori, il veleno delle api può offrire nuove opportunità di cura

 


La rivista Nature Precision Oncology ha recentemente pubblicato gli esiti di uno studio condotto dalla Harry Perkins Institute of Medical Research di Perth con il quale è stato verificato che l'utilizzo della melittina (principale componente del veleno delle api da miele) può contribuire efficacemente alla cura dei tumori al seno. 

Secondo i ricercatori, infatti, la melittina, combinata con i farmaci utilizzati nella chemioterapia, risulta capace di sopprimere alcune delle cellule dei tumori al seno più aggressivi perché riesce a penetrare nelle membrane delle cellule cancerose, aumentando l'efficacia della chemioterapia di ridurne la riproduzione.


Le indagini scientifiche sono state condotte su topi di laboratorio e richiedono ancora ulteriori approfondimenti per poter definire il grado di tossicità dei farmaci e le massime dosi tollerate prima di poter procedere alla sperimentazione umana.

Si tratta, tuttavia, di un ulteriore passo avanti nella ricerca di nuove soluzioni che consentiranno in futuro ai medici di poter curare più efficacemente questa tremenda malattia e ai pazienti di poter avere maggiori speranze di guarigione oltre che una migliore qualità della vita. 

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