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sabato 22 dicembre 2018

L'uso improprio del termine raptus nei casi di violenza e nel femminicidio.




Sovente, soprattutto nei casi di femminicidio, è utilizzato il termine raptus quasi a voler giustificare l'autore della valenza o volerne limitare in qualche modo la responsabilità.
E' opportuno quindi cercare di definire cosa è il raptus e da cosa possa essere causato. Esso é un impulso violento che porta improvvisamente il soggetto ad assumere atteggiamenti distruttivi come l'omicidio ed il suicidio. Può essere causato da un sovraccarico affettivo o dall'incapacità di gestire o sostenere situazioni improvvise ed imprevedibili
Il raptus è la condizione scatenante dell'atteggiamento distruttivo le cui cause tuttavia vanno ricercate in altre patologie di cui l'attore può essere affetto come ad esempio la depressione e la schizofrenia o può essere originato da eventi insopportabili o di forte natura stressante.
Molto spesso il soggetto può essere vittima di un forte stato di disperazione, intesa come il sentimento che accompagna il convincimento di una sconfitta inevitabile e insopportabile a cui si associa una limitata soglia di tolleranza della frustrazione del desiderio o alla sopportazione del dolore.
In tale quadro ha senso parlare di raptus solo quando sia acclarata la non premeditazione del crimine commesso. Diversamente quando la violenza ha carattere di continuità o è l'esito finale di un lucido piano persecutorio  risulta più corretto parlare di un comportamento paranoico che si caratterizza per diffidenza, sospettosità, riservatezza, rigidità, intolleranza verso gli altri, lucidità di coscienza, perfetta conservazione della memoria a cui si associa un contegno esteriore ordinato e condotta corretta.

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