La paura è una emozione primaria che è elaborata rapidamente dal cervello e spinge l'individuo ad adottare dei comportamenti immediati di attacco o difesa/fuga.
Essa é pertanto una emozione normale che ha contribuito durante l'evoluzione dell'uomo a garantirne la sopravvivenza.
Essa é pertanto una emozione normale che ha contribuito durante l'evoluzione dell'uomo a garantirne la sopravvivenza.
L'invecchiamento determina tuttavia una diversa percezione degli stimoli ed una differente valutazione delle fobie e delle paure causando più facilmente l'insorgere di attacchi di panico e disturbi d'ansia.
Tale situazione può essere ricollegata all'invecchiamento di alcune aree del cervello preposte all'esame ed alla gestione delle emozioni quali ad esempio l’ippocampo, l'amigdala e le cortecce prefrontali.
In particolare, l'avanzare dell'età può causare un "cortocircuito" della paura. Il ricordo di un evento negativo, che in condizioni normali verrebbe archiviato nella corteccia parietale, resta "immagazzinato" nelle cortecce prefrontali e si ripropone ogni volta che si presentano determinati stimoli o situazioni che possono causare l'avvio del segnale di allerta anche qualora l'individuo si trova in un ambiente che altre persone giudicano sicuro.
La percezione della paura negli anziani è stato oggetto di uno studio da parte dei ricercatori dell'Università di Bologna i cui esiti sono stati pubblicati sulla rivista "Scientific Reports". I dati raccolti hanno permesso ai ricercatori di poter affermare che l’invecchiamento può avere un impatto negativo sulla capacità di utilizzare le informazioni contestuali per modulare in modo flessibile il recupero dei ricordi emotivi.
Tali considerazioni permettono di rivalutare il quadro generale di comportamento degli anziani e meglio comprendere le loro richieste d'aiuto o di maggiore presenza dei propri congiunti o familiari.
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