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mercoledì 20 febbraio 2019

Qualche curiosità sul termine "ancora"


La parola "ancora" deriva dal latino ancŏra e dal greco ἄγκυρα. Tutti noi abbiamo un'immagine chiara di questo strumento che viene calato con una catena (o gomena) in fondo al mare per tenere ferma una nave.
L'ancora, tuttavia, ha un utilizzo più ampio di quanto normalemente ritenuto.
Essa, infatti, é utilizzata in orologeria e nell'ambito dei circuiti elettrici ove la c.d. ancora di un elettromagnete permette di  inviare impulsi e di comandare l'apertura o la chiusura di circuiti elettrici.

Inoltre, l'ancora simboleggia l'attaccamento materiale, affettivo o intellettuale nella sua accezione positiva e/o negativa. In tale prospettiva rappresenta la capacità di trattenere ed è espressione di fedeltà, di radicamento, ma anche di imprigionamento e di alienazione.
É solo il caso di accennare che il concetto di ancoraggio:
  • è un elemento chiave della programmazione neurolinguistica. Nello specifico esso permette di creare delle programmazioni riflesse che inducono, attraverso parole, gesti o pensieri,  un comportamento specifico;
  • affonda le sue radici nella teoria del riflesso condizionato di Pavlov e del segno segnale di Erickson, permettendo di utilizzare gli stimoli positivi  di varia natura (visivi, uditivi e cinestetici) per mettere il soggetto in un dato stato psicologico, fisico ed emotivo.
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