Ispirare è una parola speciale che significa soffiare dentro, incoraggiare e essere d'esempio cioè saper dimostrare che di fronte all'impossibile occorre solo un pò di sforzo in più per realizzare ciò che si desidera.
Mi è capitato di seguire le paralimpiadi (le ultime si sono svolte a Rio nel settembre 2016) e sono rimasto impressionato dalla determinazione e dal coraggio con cui questi atleti si sono confrontati in 23 discipline sportive nonostante le loro disabilità.
Partecipare ad una competizione di livello olimpico non è un risultato scontato ne tantomeno alla portata di tutti. In tal senso è appena immaginabile quanto impegno e quanti sacrifici sia costato poter essere presente a Rio.
L’Istat stima in un milione il numero dei disabili in Italia in età potenziale per fare sport (dai 6 ai 40 anni), ma sono solo 12 mila sono quelli che lo praticano in modo certificato cioè come tesserati a federazioni.
Gli eventi che ispirano sono contagiosi perché aggiungono coraggio al cuore di chi ritiene di non potercela fare.
Ritengo che gli atleti di Rio siano una fonte d'ispirazione per tutti e non solo per i disabili. Non si può fare solo ciò che non si vuole fare. Per ottenere un risultato occorre saper valorizzare il talento che ognuno possiede, avere fiducia in se stessi e saper raschiare il fondo individuando le energie che nascondiamo dentro di noi perché, come direbbe il mio amico Luigi Passerino, "...only the sky is the limit...."
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Ben fatto Dr. D'Urso
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