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domenica 11 novembre 2018

La solitudine è un fattore di rischio per la demenza senile



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foto tratta da voglioviverecosi.com
La solitudine è una condizione psicologica che nasce dalla mancanza di significativi rapporti interpersonali o dalla discrepanza tra le relazioni umane che un soggetto desidera avere e quelle che effetivamente ha, le quali possono essere insoddisfacenti per la loro natura, per il loro numero o per incapacità a stabilire o mantenere rapporti positivi e significativi con gli altri.
Gli esperti della Florida State University (FSU) hanno ora dimostrato che tale condizione aumenta il rischio di demenza del 40%. Tale posizione è stata confermata da uno studio senza precedenti per dimensioni e durata, che ha coinvolto 12.030 individui, tutte con un età superiore ai 50 anni, arruolati nell'ambito del "Health and Retirement Study". 
I risultati sono stati resi noti su The Journals of Gerontology: Series B.
Gli esperti hanno monitorato la solitudine e l'isolamento sociale di ciascun partecipante all'inizio dello studio e poi ogni due anni hanno sottoposto l'intero campione a test di valutazione delle abilità cognitive, per un periodo di tempo medio di 10 anni. Nel corso dello studio per 1.104 individui è arrivata la diagnosi di demenza.
Ebbene è emerso che il sentirsi soli - ma non l'isolamento sociale di per sé - si associa a un rischio di demenza del 40% maggiore nell'arco di 10 anni.
Risulta importante quindi trovare degli hobby e degli impegni che permettano all'individuo di mantenersi  sempre in attività e di poter curare le proprie dinamiche sociali e culturali. Ciò può permettere di abbattere il rischio di demenza.   
Fonte ANSA.

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